Il Tirreno

Pistoia

«Il gettito del pellet torni all’economia montana»

«Il gettito del pellet torni all’economia montana»

Tonarelli: con l’aumento dell’Iva dal 10 al 22% danneggiate famiglie e imprese Il sindaco Marmo propone ai colleghi un ordine del giorno da inviare al governo

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CUTIGLIANO. Sale la preoccupazione in montagna per l’aumento dell’Iva sul pellet che, sulla base di un emendamento del Governo, passa dal 10 al 22%.

Una sonora stangata per i tanti consumatori finali che negli ultimi anni hanno scelto questo tipo di riscaldamento domestico anche per motivi di economicità. Gli effetti saranno più accentuati in montagna dove si accende il riscaldamento fino a 9-10 mesi l’anno. Proprio la produzione di pellet potrebbe essere uno dei punti di sviluppo, anche se non l’unico, del progetto Mo.to.r.e di Campo Tizzoro. Protesta Giuliano Tonarelli, albergatore di Cutigliano ma anzitutto privato cittadino, che parla di «legge ingiusta che accentuerà la disuguaglianza degli italiani, dividendoli ancora una volta in cittadini di serie A (pianigiani) e di serie B (montanari)».

«La mia famiglia si riscalda con una stufa a pellet – spiega Tonarelli - compriamo 10 sacchi alla volta, per motivi di spazio, al costo complessivo di 49 euro nel 2014, ma che dal 1 gennaio 2015 è salito a 54,88 euro. Rispetto al 2014, lo Stato si prende ogni volta un sacchetto. Considerando che, da ottobre ad aprile, consumo 200 sacchetti da 15kg, con la stessa spesa acquisterò 20 sacchi in meno. Cosa fanno i nostri politici per difendere i più deboli, i pensionati, le famiglie? Con una mano figura che ci danno, con l'altra ci prendono di più di quel che ci concedono». Tonarelli, il 20 dicembre, ha inviato una lettera ai sindaci di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello per sollecitarli ad una protesta contro una legge che taglia le gambe alla montagna pistoiese, solo in piccola parte servita dal gas metano. «Come azienda l’Iva non è un costo – spiega Luigi Innocenti, ristoratore – il problema è che da San Marcello in su non arriva il gas metano; non possiamo usare il gpl per motivi logistici e per i pannelli fotovoltaici ci sono vincoli paesaggistici. Resta il gasolio». Preoccupazione anche fra le aziende di settore. «Ora è presto per valutare gli effetti – ci dice Bruno Reggiannini, titolare di una ditta a Cutigliano che vende anche stufe e pellet– molte famiglie hanno fatto la scorta di pellet nel 2014. Ma chi pensava di convertirsi a questa fonte di energia, oggi è scoraggiato».

Intanto, il sindaco di Piteglio, Luca Marmo, ha espresso, in una nota, l’auspicio che tutti i sindaci montani portino in consiglio comunale un ordine del giorno, da concordare con Uncem e inviare al governo, per sottolineare l’iniquità e gli effetti dannosi di questa misura per l’economia montana e richiedere che i 96 milioni di gettito ritornino alla montagna, magari alimentando il fondo omonimo ormai ridotto a zero da anni.

Elisa Valentini

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di Redazione web