Il Tirreno

Pistoia

criminalità in azione

"Abbiate il coraggio di restituire i computer"

La scuola media Raffaello di via Calamandrei (foto Gori)
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La scuola media Raffaello di via Calamandrei (foto Gori)

L'appello del presidente del Consiglio d'Istituto, Salvatore Patanè, dopo il furto alla scuola Raffaello

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PISTOIA. Un appello accorato, affinché gli "ospiti" restituiscano quanto preso in prestito. E' quello rivolto da Salvatore Giuseppe Patanè, presidente del Consiglio d'istituto della scuola Raffaello dopo il furto di 18 computer nel plesso di via Calamandrei, presumibilmente la notte di Capodanno.

I ladri hanno forzato la porta d'ingresso, distrutto l'allarme e forzato la porta della segreteria. All'interno di uno dei cassetti della scrivania hanno preso le chiavi della cassaforte, all'interno della quale erano custoditi 20 computer. Acquistati da poco meno di un anno e collegati alle nuove lavagne multimediali all'interno delle aule, oltre che contenenti il registro elettronico e i programmi didattici dei docenti. Appena la scuola si è resa conto del furto ha chiesto agli insegnanti di cambiare le password e di mettere in sicurezza i dati degli studenti. Sull'episodio si sono espressi anche l'assessore all'istruzione del Comune, Elena Becheri, e l'assessore allo sport Mario Tuci. "Un grave danno alla città, oltre che alla scuola", ha commentato Becheri. Sia lei che Tuci si sono recati la mattina del 2 gennaio (appena scoperta l'effrazione) alla scuola, e hanno incontrato la dirigente Franca Baglioni. I ladri sono penetrati anche all'interno dell'impianto sportivo Frascari, portando via alcune attrezzature ginniche, e solo poche settimane fa avevano subito furti di materiale didattico anche le scuole Roncalli e Frosini.

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Venuto a conoscenza dei fatti, Patané (che è anche consigliere comunale) ha affidato il suo pensiero ad una mail, in cui rivolge un appello agli autori del furto. "Apprendo -con rammarico e profonda tristezza  - degli atti vandalici accaduti nella scuola Raffaello di via Calamandrei, verificatesi probabilmente nelle notti appena trascorse. Non entro nel merito della quantificazione dei danni materiali - scrive Patané - ma in quelli morali sì! Per l’ennesima volta la nostre strutture scolastiche sono bersaglio facile di predoni che non hanno la benché minima idea di quale barbarie hanno appena commesso, poiché evidentemente non sanno nemmeno che cosa sia una scuola o non lo hanno ben compreso; quella comunità educante che quotidianamente si adopera per istruire i nostri ragazzi per trasmettere loro la condivisione di quei valori inalienabili del vivere comune, quelle nozioni di geografia utili a girare il mondo, quei cenni di storia necessari a poter viaggiare sul “treno della memoria” per respirare quanto sia devastante l’odio, quei calcoli di matematica che magari ti aiutano ad arrivare a fine mese tagliando il superfluo, e tanto altro. E poi ci sono le famiglie, quel pubblico pagante di spettatori inermi che quotidianamente si sacrifica per mandare i figli a scuola i quali, studiano su quegli stessi computer portatili appena derubati con i quali, magari diventeranno eccellenti oncologi, astronauti, attori, scienziati, etc..

Lo sconforto per noi genitori è tanto, e la deriva culturale senza un cambio di rotta pare irrimediabilmente prossima; non manca l’assenza dello Stato, non ci manca più, forse non ne abbiamo mai sentito davvero la mancanza tanto poco o niente investe sulla scuola nel panorama nazionale, tanto da non dovercelo nemmeno domandare chi e come dovrebbe favorire l’istruzione nel nostro paese, alla luce di quanto poco si adopera per adottare con efficacia politiche di reciproca partecipazione finalizzate alla valorizzazione delle nostre strutture, renderle accoglienti, innovative, sicure! Concludo, quale presidente del Consiglio d’Istituto, rivolgendo un accorato appello agli “ospiti” affinché possano restituire quanto preso in prestito; coraggio, fatelo per i nostri ragazzi, per la nostra comunità. Diversamente, vi auguro un sereno anno nuovo lontano dai guai, ricordandovi che noi genitori ci siamo sempre, nonostante le avversità, anche per voi".

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