Sicurezza
«Dopo 39 anni rischio di andare a casa»
Pistoia, anche “Il Loppa”, al secolo Massimo Bianchi, attore a tempo perso nei film di Benigni, è tra coloro che non verranno riassunti dopo il nuovo appalto dell’Asl per il trasporto dei disabili
PISTOIA. Da 39 anni al volante dei pulmini per il trasporto degli utenti disabili dell’ex Aias e Apr, oggi Fondazione Maic, ha anche ispirato Roberto Benigni per il celebre protagonista Dante nel film “Johnny Stecchino”. Ma adesso il suo posto di lavoro rischia di perderlo Massimo Bianchi, in arte Loppa, nel tempo libero attore e personaggio televisivo noto al grande pubblico per le sue parti nelle pellicole di Benigni “Non ci resta che piangere”, “La vita è bella” e “Pinocchio”, nonché per l’interpretazione del “compagno di merende” Giancarlo Lotti nella fiction tv “Il mostro di Firenze”. Oltre che per le partecipazione ai programmi televisivi “Maurizio Costanzo Show” e “Affari tuoi”.
Nei giorni scorsi, infatti, il servizio di trasporto degli utenti della Maic è stato affidato dall’Asl 3, mediante gara pubblica, ad un’associazione temporanea d’imprese (Ati) con capofila la cooperativa Socialmise della Misericordia di Pistoia che però, come accusa la Cgil, non avrebbe intenzione di riassumere il personale attualmente impiegato, avvalendosi solo di volontari per il servizio, contrariamente, sottolinea sempre la Cgil, a quanto sarebbe stabilito nel capitolato d’appalto dall'azienda sanitaria.
Così, adesso, Massimo Bianchi, avvertito lunedì scorso della situazione dalla Cgil, teme per il suo lavoro. In due rischiano il posto, lui e l’accompagnatore Lorenzo Lurci, anche se quest’ultimo potrebbe essere ricollocato nella Maic con altre mansioni.
«Non comprendo questa situazione – dice Bianchi – Circa due mesi fa il direttore Luca Gori mi aveva detto che sarei stato ricollocato in Misericordia, a me andava bene per mantenere il posto. Non capisco comunque perché l’azienda non mi ha mai proposto di ricollocarmi al suo interno con altre mansioni, ho la qualifica di infermiere e sono disponibile ad altri compiti. Ho due figli a carico, una che studia ed uno disoccupato. Mi mancano tre anni alla pensione, avvalendomi di un anno di mobilità potrei andarci se mi venissero pagati i contributi per i restanti due, altrimenti a 59 anni per la legge Fornero sarei un esodato fino all’età di 67».
Attualmente in ferie, non avendo ricevuto nessuna comunicazione in merito da parte della Fondazione Maria Assunta in cielo, spera dunque di poter tornare al lavoro, come previsto, da lunedì 11 gennaio, per continuare a guidare nel percorso che da trent’anni effettua con gli utenti seguiti tra Casalguidi, Pontenuovo e Pistoia città.
«Entrai in Aias nel 1976 – ricorda Bianchi – negli anni ’80 eravamo una quindicina di autisti dei pulmini, poi con il tempo andati in pensione mentre un paio sono stati ricollocati in azienda con altre mansioni, oggi sono rimasto solo io. Mi dispiacerebbe lasciare i ragazzi seguiti, conosco i loro problemi ed ho rapporti con le famiglie, sono preoccupato inoltre per Lurci un caro amico prima ancora che un collega».
«Chiedo di poter arrivare alla pensione – conclude – poi il lavoro lo lascerò volentieri ai giovani per dedicarmi alle mie passioni, come il cinema».
Parole di stima ed affetto per Massimo Bainchi arrivano da Marco Gori, già consigliere Apr, che sul proprio profilo Facebook scrive: «Da genitore di una ragazza disabile accompagnata da oltre 5 anni da Massimo con una cura ed un amore che solo un genitore può offrire, mi sento di dire che non c’è dipendente più innamorato di lui dei nostri ragazzi».
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