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Pistoia

Publiservizi, si avvicina il divorzio

Publiservizi, si avvicina il divorzio

A gennaio il rapporto per la separazione tra Pistoia ed Empoli. Intanto il consiglio comunale non vota

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PISTOIA. Sarà pronta soltanto il prossimo mese la relazione dell'advisor Deloitte che sta valutando il patrimonio di Publiservizi, la società holding di servizi pubblici, proprietà dei Comuni di Pistoia (26%), Empoli (21) e di numerosi altri centri delle province di Pistoia e Firenze. Di conseguenza ci sarà ancora da aspettare per conoscere i dettagli di quello che si annuncia comunque come un divorzio clamoroso : Pistoia e i Comuni pistoiesi, infatti, si vogliono separare da quelli empolesi e rientrare in possesso direttamente delle partecipazioni detenute tramite Publiservizi (la holding controlla interamente Publiambiente, la società dei rifiuti, e ha una partecipazione rilevante in Toscana Energia, la spa delle reti del metano) e quindi chiudere l'azienda. Si tratta di un'operazione di vasta portata per Pistoia, che ha immobilizzato in Publiservizi un capitale stimato in 62 milioni e che, in questo modo, rivoluzionerà completamente la geografia delle aziende di servizi comunali.

Pistoia ha avuto il suo bel daffare per convincere gli empolesi al divorzio consensuale, ma alla fine la linea è prevalsa e all'unanimità il 19 settembre 2013, l'assemblea dei soci ha conferito al consiglio di amministrazione il mandato a presentare un piano di scissione. Il piano doveva arrivare entro aprile scorso, ma la complessità della questione ha spinto, due mesi fa, a conferire l'incarico a una società specializzata, la Deloitte appunto, per valutare il patrimonio. Di qui lo slittamento dei tempi.

Di tutto questo ha riferito il vicesindaco Daniela Belliti nel corso del consiglio comunale che aveva all'ordine del giorno un oggetto apparentemente paradossale: il mantenimento della partecipazione del Comune all'interno di Publiservizi. Non si trattava, come ha spiegato Belliti, di una retromarcia, ma, al contrario, di un atto necessario per poter proseguire nel processo di scissione già intrapreso. Tutta colpa di una previsione della legge finanziaria 2008, prorogata fino ad oggi, che obbligava i Comuni a dichiarare esplicitamente le partecipazioni che intendono dismettere. L'obbligo scade a fine anno 2014, per cui - a giudizio degli uffici comunali - sarebbe stato utile che il Comune (unico tra i 36 soci di Publiservizi a non averlo ancora fatto) dichiarasse il suo interesse per la spa allo scopo di non far scattare eventuali procedure automatiche di disimpegno.

Alcuni gruppi dell'opposizione non hanno accolto la tesi della giunta e anche in maggioranza vi sono state esplicite perplessità. Sul provvedimento il gruppo consiliare Pistoia Domani ha presentato in aula una questione pregiudiziale, rigettata dall’assemblea con 11 voti contrari, 6 favorevoli e 3 astenuti. Al termine della votazione i consiglieri di Pistoia Domani hanno abbandonato l’aula. A quel punto è venuto meno il numero legale.

L’assemblea è stata chiusa dall’intervento del sindaco Bertinelli, che ha attaccato duramente le opposizioni che hanno provocato la mancanza del numero legale impedendo il voto, ma soprattutto se l'è presa con le assenze in maggioranza. Ha ribadito poi la volontà dell’amministrazione di procedere al superamento di Publiservizi nella sua attuale configurazione. Se ne riparlerà al prossimo consiglio comunale.

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