Proteste
No al “diritto all’acqua” in statuto
Il consiglio comunale di Pistoia boccia la proposta di Sforzi (Sel), gruppo Pd diviso al voto
PISTOIA. Il consiglio comunale di Pistoia ha respinto a maggioranza la proposta del gruppo Sel di inserire nello statuto di Palazzo di Giano il diritto umano all’acqua, garantendo che “la proprietà e la gestione della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione, siano pubbliche e inalienabili”. Un tema caro ai referendari pro-acqua pubblica, cui anche il programma del sindaco Bertinelli si richiama.
In fase di presentazione, il consigliere di Sel ha ricordato che “la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico a tutela dell’acqua come bene comune significa rilanciare il ruolo della città e la partecipazione dei cittadini”. Sulla proposta di modifica, Pistoia Domani ha presentato un emendamento affinché ogni riferimento alla gestione non fosse inserito nello statuto. Il consigliere Capecchi (PtD) ha ricordato inoltre che qualsiasi modifica a tale documento dovrebbe prevedere un accordo più ampio dell’assemblea. Il segretario generale ha espresso parere negativo sulla proposta: a suo parere le modalità di gestione dei servizi pubblici possono essere “garantite” solo dalla legge e non da statuti comunali.
La proposta di Sforzi ha dato luogo a un acceso dibattito, che ha visto l’intervento di consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, tra cui Rossi e Billero, che si sono espressi a favore della modifica statutaria. L’emendamento non è passato, registrando 10 voti favorevoli, 4 contrari e 12 astenuti . Bocciata anche la modifica allo statuto con 11 contrari (Bertinelli, Sarteschi, Trallori, Alberti, Balza, Baldi, Giovannelli, Mazzanti, Melani, Giudice, Ruganti), 8 astenuti (Niccolai, Franceschi, Lattari, Billero, Celesti, Sabella, Semplici, Gallacci) e 5 favorevoli (Breschi, Del Maestro, Sforzi, Del Bino, Rossi). Il grosso del Pd ha votato no, ma singoli consiglieri hanno scelto di votare a favore o astenersi.
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