Il Tirreno

Pistoia

La Camera di commercio perde 5 posti

di Fabio Calamati
La Camera di commercio perde 5 posti

La crisi divora le imprese, che scendono sotto le 40.000. Nel nuovo consiglio perdono peso industriali, artigiani e agricoltori

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PISTOIA. La prossima Camera di commercio pistoiese dal 21 giugno prossimo non avrà più un consiglio di 27 membri; 5 seggi spariranno. È un effetto, certo non il più eclatante, ma comunque significativo, della crisi che ha devastato il tessuto produttivo della provincia negli ultimi anni.

L’anagrafe camerale infatti è impietosa: il numero delle imprese al 31 dicembre 2013 (data da prendere in esame per il nuovo consiglio) è sceso sotto i 40.000, precisamente a 39.412 unità. Di conseguenza, i seggi scendono da 25 a 20, ai quali vanno aggiunti i 3 riservati a sindacati, rappresentanti dei consumatori e dei liberi professionisti.

Ma quali settori economici subiranno la forbice dei tagli? È una questione rilevante, visto anche che da tempo la Camera di commercio è guidata da alleanze che da mandato a mandato si sono anche capovolte. A decidere tutto è stato l’attuale consiglio camerale, che - all’unanimità - ha approvato la proposta del presidente Stefano Morandi.

I risultati del voto, avvenuto il 12 dicembre scorso, sono stati pubblicati all’albo della Camera di commercio e si possono vedere nella tabella in pagina: agricoltura e industria perderanno un rappresentante a testa, gli artigiani addirittura due (ma contano finora il drappello di maggiore consistenza, sei consiglieri). Un seggio in meno anche per la categoria “trasporti e spedizioni e servizi alle imprese”, mentre viene ripristinato il seggio dedicato ai professionisti.

Insomma, rispetto all’attuale composizione del consiglio, solo i commercianti mantengono il numero di seggi precedente. Un buon viatico in vista del voto per la nuova presidenza dell’ente camerale, in questo mandato appannaggio del leader di Confcommercio Stefano Morandi grazie ad una intesa tra Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Associazione industriali e Unione agricoltori.

Rispetto al conteggio puramente artimetico, gli artigiani avrebbero avuto diritto a 4,2 consiglieri, gli industriali a 2,8, i commercianti a 4 netti, gli agricoltori a 1,4. Il gioco dei resti ha premiato gli industriali, che si sono visti così attribuire il terzo seggio.

La composizione votata dal consiglio conferma poi i due seggi rispettivamente per i vivaisti e il termalismo, riconosciute realtà economiche di primo piano e caratterizzanti l’economia provinciale.

I contrasti maggioranza-minoranza sono invece emersi nella definizione della prossima giunta. Dimagrendo il consiglio, inevitabile una sforbiciata anche per quest’ultima, oggi composta da 8 consiglieri (7 più il presidente). Per legge la nuova giunta potrà arrivare al massimo a 7 componenti, con un minimo di 4.

Ma il presidente Morandi ha proposto di fermarsi a 4-5 membri, affidando la scelta finale al nuovo consiglio e invocando, tra gli altri motivi, anche quello di una necessaria riduzione della spesa. Ampio dibattito e, al voto, il consiglio si è diviso: 19 voti favorevoli, 4 contrari.

Per la cronaca, esponenti dell’artigianato fronte Cna (Sergio Giusti, Aldo Piantini, Elena Calabria) e commercio fronte Confesercenti (Massimo Porciani).

Ora la palla passa alle associazioni: entro il 2 febbraio dovranno far pervenire in Camera di commercio le dichiarazioni sul numero di imprese associate, di occupati, e così via: insomma, la foto del proprio “peso” imprenditoriale in base al quale si pone la candidatura ai seggi della propria categoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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