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Publiacqua, errate le tariffe di 58mila utenti

Publiacqua, errate le tariffe di 58mila utenti

La rivelazione nella relazione del vicesindaco di Pistoia Daniela Belliti al consiglio comunale

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PISTOIA. Incongruenze nelle posizioni tariffarie di 58mila utenze di Publiacqua. La sconcertante rivelazione è emersa dalla relazione svolta dalla vicesindaca di Pistoia Daniela Belliti.

Belliti ha spiegato che il Comune aveva richiesto alla società di verificare le proprie banche dati (l’ultimo riscontro risaliva infatti al 2002). Dall’esito di tale controllo sono emerse 58mila incongruenze su tutto il territorio di Firenze, Prato e Pistoia riguardanti sia gli aventi diritto al rimborso, sia le tariffe sui servizi goduti e non goduti.

Tali aggiornamenti sono stati resi noti all’ufficio ambiente del Comune soltanto lo scorso 15 dicembre, quando si è tenuta una riunione tra Publiacqua e gli amministratori pistoiesi. Il Comune di Pistoia - ha aggiunto Daniela Belliti -  ha sollecitato l’invio di tutta la nuova mappa, per effettuare a sua volta le verifiche su tutte le situazioni critiche emerse. L’assessore ha poi specificato che su rimborsi e pagamenti dovrà esprimersi l’Autorità idrica toscana emanando proprie linee guida.

Sulla vicenda si è acceso un vivace dibattito: il consigliere di Pistoia Futura Bartolomei ha voluto “lanciare un allarme su un’azienda fuori controllo”, sottolineando che il 40% della stessa è in mano a privati non locali, mentre Del Bino del Movimento 5 stelle ha proposto di richiedere ai dirigenti di Publiacqua ulteriori relazioni sull’operato dell’azienda.

La questione dell'utilizzo dell'acqua potabile ha avuto anche un secondo capitolo in consiglio comunale, conclusosi con la bocciatura della richiesta di modifica dello Statuto relativa all’accesso all’acqua potabile.

Massimiliano Sforzi di Sel ha proposto la modifica dello Statuto del Comune, chiedendo di inserire all’articolo 3 il diritto umano all’acqua, garantendo che “la proprietà e la gestione della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione, siano pubbliche e inalienabili”.

Il consigliere di Sel ha ricordato che “per funzionare correttamente, ogni società ha bisogno di possedere, promuovere e governare insieme una serie di bene e servizi comuni pubblici” tra cui l’acqua . “La gestione pubblica e partecipata del servizio idrico a tutela dell’acqua come bene comune – ha concluso Sforzi – significa rilanciare il ruolo della città e la partecipazione dei cittadini”.

La proposta di Massimiliano Sforzi ha dato luogo a un acceso dibattito, che ha visto l’intervento di consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, tra cui Rossi e Billero, che si sono espressi a favore della modifica statutaria.

La modifica allo Statuto è stta bocciata con 11 contrari (Bertinelli, Sarteschi, Trallori, Alberti, Balza, Baldi, Giovannelli, Mazzanti, Melani, Giudice, Ruganti), 8 astenuti (Niccolai, Franceschi, Lattari, Billero, Celesti, Sabella, Semplici, Gallacci) e 5 favorevoli (Breschi, Del Maestro, Sforzi, Del Bino, Rossi).

 

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