Il dolore
«La nuova perizia è contraddittoria»
Caso Mattia, parla l’avvocato dei Pierinelli: ci sono elementi che limitano l’orario dello scuotimento alla presenza in asilo
PISTOIA. «Riccardo e Caterina non si sentono sotto accusa. Le lacrime erano dovute alla tensione della lunga udienza». Secondo l’avvocato Maurilio D’Angelo, legale di Riccardo Pierinelli e Caterina Innocenti, la relazione tecnica dei tre periti nominati dal giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci «è generica e molto contraddittoria, ma anche nelle sue contraddizioni non getta ombre. Le cose che dicono coincidono con quanto affermato dai periti del Gaslini nella causa civile: lo scuotimento di Mattia non può che essere avvenuto in orario d’asilo».
Il professor Gaetano Bulfamante (associato di anatomia patologica all’Università di Milan), la professoressa Cristina Cattaneo (associato di medicina legale all’Università di Milano) e il dottor Andrea Righini (responsabile della sezione di radiologia e neuroradiologia pediatrica dell’ospedale Buzzi di Milano) sostengono nella loro perizia che l’evento traumatico che ha provocato la morte di Mattia (l’Sbs, sindrome del bambino scosso), sarebbe avvenuto nell’arco temporale compreso tra le 7 e le 11 del 2 dicembre 2009. «Ed è plausibile - concludono nella relazione - addirittura estendere tale spettro a qualche ora precedente del mattino».
Il gip ha restituito il fascicolo al pubblico ministero Claudio Curreli, che aveva chiesto l’incidente probatorio per chiarire le cause della morte e soprattutto per accertare, se possibile, chi fosse responsabile di quella morte al di là di ogni ragionevole dubbio. Fondamentale, questo, di ogni sentenza di condanna. Secondo l’avvocato D’Angelo «i consulenti sono stati messi in grossa difficoltà sia da me che dal pm. È assolutamente poco credibile che il bambino possa aver subìto l’Sbs dopo aver mangiato. Risulta agli atti che Mattia abbia mangiato alle 9,30, poi giocato e fatto un riposino. Un bambino scosso precedentemente non avrebbe potuto mangiare e poi giocare». Secondo elemento contraddittorio, che lo stesso Curreli avrebbe fatto notare: «La prima tac delle 13,47 - spiega l’avvocato D’Angelo - non mostra l’emorragia, che è invece evidente nella seconda tac, delle 18,40. Anche retrodatando l’accadimento a 8 ore prima siamo ampiamente in orario d’asilo. Chi ha avuto modo di leggere la perizia - conclude - trova delle frasi “illuminanti” al riguardo tra le pagine 47 e 50. Pur nella contraddizione - conclude il legale dei genitori - i tre periti confermano quanto sostenuto da Cama e Rossi dell’ospedale Gaslini».
Tiziana Gori
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