Gioco
Polo endoscopico in procura il caso dei nove intossicati
Il sindacato Fials: segnalazione alle autorità competenti Problemi noti dal 2013 ma i lavori non sono stati eseguiti
PISTOIA. Un ospedale che, a distanza di poco meno di un anno e mezzo dall’inaugurazione è, secondo alcuni operatori sanitari che vi lavorano, «un cantiere costante». Con ditte impegnate alla risoluzione di questo o quel problema, che si tratti delle infiltrazioni d’acqua dal controsoffitto del terzo piano o della sostituzione della pavimentazione in linoleum nel blocco operatorio. Quest’ultima, in corso ora.
Intanto, il sindacato Fials ha deciso di inoltrare alla procura una segnalazione perché verifichi la situazione del polo endoscopico, e imponga all’Asl3 l’attuazione “degli interventi necessari”. La segnalazione fa seguito al caso di intossicazione di nove persone tra sanitari e pazienti nel polo endoscopico per la dispersione da una tanica di acido peracetico.
I segretari regionale (Massimo Ferrucci) e provinciale (Fiorella Corrias) del Fials avevano posto all’attenzione dell’Asl i problemi dell’endoscopia con una lettera datata 21 ottobre 2013. La lettera segnalava “le condizioni di inadeguatezza delle zone lavaggio degli strumenti”, che presentavano l’assenza delle vie di aereazione. Il sindacato avrebbe più volte denunciato il grosso rischio esistente, senza però mai essere preso seriamente in considerazione. «L’Asl 3 - spiega Ferrucci - aveva disposto degli interventi con azioni dirette all’evacuazione generalizzata dei vapori e degli odori che si generavano nel locale. Dovevano essere eseguiti entro il settembre 2013. Il 21 novembre 2013 la direzione ha risposto alla nostra richiesta affermando che era stata ipotizzata una modifica progettuale da portarsi a termine in quattro mesi». Ma i quattro mesi sono passati senza che i lavori venissero fatti e così il sindacato Fials nel marzo 2014 ha deciso di scrivere alla Direzione provinciale del lavoro, che rispondeva di non essere competente in materia. «I fatti accaduti - commenta Ferrucci riferendosi all’intossicazione del 12 dicembre - dimostrano chiaramente che il mancato adeguamento della struttura costituisce un fattore di rischio per la salute dei lavoratori. Ciò che sorprende è l’atteggiamento dei Rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza che intervengono solo ora».
Replica e smentisce un Rls da noi contattato: «Abbiamo presentato da mesi un progetto di nuova localizzazione del deposito per l’acido peracetico, e sollecitato interventi sia al polo endoscopico che in altre parti del nuovo ospedale. Il Fials può portare la propria documentazione in procura, ma non ci sono a nostro avviso gli estremi per un’azione penale. Purtroppo i ritardi dell’Azienda stanno causando le problematiche previste. Questo ospedale è un cantiere aperto. Da una settimana una ditta sta lavorando alla sostituzione della pavimentazione in linoleum, che ha prodotto bolle e scalini che ostacolano il passaggio di barelle e letti in tutto il blocco operatorio. I corridoi vengono chiusi a turno, il materiale deve essere spostato in un altro corridoio, ingombrandolo. L’unica certezza dovrebbe essere il pagamento di questo nuovo intervento da parte del concessionario, Gesat».
Tiziana Gori
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