Il Tirreno

Pistoia

tragedia all'asilo

Morte di Mattia, solo altri dubbi dalla nuova perizia

Caterina Innocenti e Riccardo Pierinelli nell'atrio del tribunale di Pistoia insieme al loro avvocato
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Caterina Innocenti e Riccardo Pierinelli nell'atrio del tribunale di Pistoia insieme al loro avvocato

Pistoia, impossibile secondo gli specialisti nominati dal gip circoscrivere l’orario in cui il piccolo venne scosso così forte da causarne la morte

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PISTOIA. Parole pesanti, ciascuna come un macigno. Per quasi tre ore le hanno ascoltate, seduti in aula, indubbiamente consapevoli delle ombre gettate su di loro dai risultati di quella relazione tecnica, illustrata ieri in tribunale dai tre periti nominati dal giudice delle indagini preliminari. Un’altra possibile verità sulla morte del loro bimbo, il piccolo Mattia Pierinelli,avvenuta, per Sindrome del bambino scosso, il 7 dicembre 2009 all’ospedale Meyer di Firenze, cinque giorni dopo il malore accusato mentre si trovava all’asilo nido comunale Lago Mago di Pistoia.

Rispetto a quella che era stata la perizia che aveva portato alla condanna in sede civile del Comune di Pistoia per omessa vigilanza, questa, che, eseguita in sede di incidente probatorio, costituirà la principale “prova penale”, non dà certezze sul fatto che lo scuotimento fatale di cui è rimasto vittima sia avvenuto quando Mattia era affidato alle tre maestre oggi indagate per omicidio colposo. Anzi: “molto probabilmente – concludono i periti – l’evento lesivo si è verificato in una forchetta di orario compresa almeno tra le 7 e le 11 del mattino, essendo plausibile addirittura estendere tale spettro a qualche ora precedente del mattino”.

Cosa queste parole significhino per la mamma Caterina Innocenti e per il babbo Riccardo Pierinelli è lampante. Testimonianza ne sono le lacrime che il padre non è riuscito a trattenere in aula e quelle che, una volta terminata l’udienza, hanno rigato le guance della madre. I genitori di Mattia hanno preferito non commentare nel lasciare il tribunale ciò che avevano ascoltato.

«Più di 3 ore di udienza, dove è stato detto di tutto e di più – ha scritto però poco più tardi sulla propria pagina Facebook Caterina Innocenti – Le maestre ovviamente, come sempre, non si sono presentate! Io e mio marito invece eravamo li ad ascoltare ogni singola parola. E' stato durissimo ripercorrere tutto! Il gip ha restituito il fascicolo al pm e speriamo a breve di avere buone notizie per il rinvio a giudizio! Continuate ad incrociare le dita per il nostro cucciolo!».

La parola, appunto, ora torna al pm Claudio Curreli, che aveva chiesto al gip l’incidente probatorio per chiarire la causa della morte del piccolo Mattia e, soprattutto, per accertare, se possibile, chi fosse responsabile di quella morte al di là di qualsiasi ragionevole dubbio: fondamento, quest’ultima condizione, di ogni sentenza di condanna. Ma come detto, i dubbi, la nuova perizia, invece di dissiparli, li ha moltiplicati.

Rispondendo alle domande incrociate di giudice, pm e avvocati di parte, nessuna incertezza i tre periti hanno avuto nell’attribuire il decesso alla Sindrome del bambino scosso, ai danni celebrali causati dal violento movimento avanti e indietro della testa impossibili da contrastare per dei muscoli del collo non ancora formati. Tuttavia non sono stati in grado di una maggior precisione nello stabilire quando l’evento traumatico si è verificato: “a cavallo del passaggio del bambino dal domicilio alla scuola” hanno detto.

E citando un recentissimo studio, del 2014, riguardo al cosiddetto “intervallo lucido” fra trauma e sintomi, che possono non essere sempre e comunque il coma. Quest’ultimo può essere preceduto da letargia, irritabilità, inappetenza: sintomi che “seppur con elementi dubbi, sembrerebbe che fossero presenti già dalla mattina del primo dicembre” scrivono. Comunque, concludono, “è impossibile datare con maggiore precisione l’evento principale che ha portato alla morte per carenza, soprattutto, di elementi anatomopatologici e clinici”.

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