Sicurezza
Profughi, Braccesi infuriato col prefetto
PIANOSINATICO. Gran parte dei nuclei familiari di Pianosinatico erano presenti all’assemblea convocata venerdì dalla cooperativa “Gli altri” – presente col presidente Aurelio Grecomoro, il...
PIANOSINATICO. Gran parte dei nuclei familiari di Pianosinatico erano presenti all’assemblea convocata venerdì dalla cooperativa “Gli altri” – presente col presidente Aurelio Grecomoro, il coordinatore dell’area intercultura Roberto Niccolai e il referente in montagna, Alessandro Terzani - che si occuperà dell’accoglienza dei profughi presto alloggiati in 3 appartamenti in paese. C’erano come auditori il sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi, altri amministratori comunali e i Carabinieri, visto che in questa fase gli accordi per gli alloggi sono presi direttamente dalle cooperative coi privati, sotto la pressione delle prefetture visti gli sbarchi continui di profughi.
Assemblea tranquilla, ma con qualche polemica dei paesani, pur consapevoli che l’accoglienza è cosa inevitabile. «Anche noi montanari siamo profughi– ha detto un cittadino – ci tagliano ospedale e servizi. Si ricordano di noi solo per comodità». Parole decise usate dal sindaco verso il Prefetto. «In questi giorni mi rendo conto di quanto lo Stato è assente e distante dalle comunità– ha detto- le prefetture andrebbero chiuse. Ho cercato più volte il signor Prefetto che era sempre assente. Ho lasciato diversi messaggi alla segretaria, ma egli non ha mai richiamato. Ho chiesto un incontro sulla questione al suo capo di gabinetto. Mi hanno risposto in maniera formale che la Prefettura non c’entra. Io ritengo invece di dover parlare di ordine pubblico: così ho inviato una Pec richiedendo la convocazione del Comitato provinciale di ordine e sicurezza». Il sindaco ha richiesto alla cooperativa garanzie di integrazione e salute. Si è convenuto che il numero massimo di profughi sarà 14, tutti uomini, con arrivi scaglionati, forse dalla prima settimana di gennaio. Cucineranno e puliranno da soli, col supporto della cooperativa che acquisterà alcuni prodotti dagli esercenti locali e richiederà alla Asl una estensione dell’orario di apertura dell’ambulatorio medico. I corsi di italiano si svolgeranno in loco. Comune e cittadini sottoporranno un piano di attività per i profughi alla cooperativa che ha già predisposto le pratiche necessarie per far svolgere loro lavori di utilità sociale, con la supervisione di un operaio comunale, come la pulizia delle foglie e la spalatura della neve in paese.
Elisa Valentini
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