Attenzione
Ma com’è triste l’Abetone solitario
I pienoni sono da amarcord, ora fa caldo e non c’è alternativa allo sci. Pochi hotel si rinnovano e la viabilità è un disastro
ABETONE. Negli anni Sessanta non c’era affermato professionista toscano che non avesse (o volesse avere) casa all’Abetone. I babyboomers toscani, tutti da Livorno a Firenze, hanno conosciuto gli sci e gli slittini qui. In luoghi e piste diventate mitiche: Doganaccia e il Gomito, Val di Luce e la Selletta. Un amarcord veloce che stride con l’immagine di questi giorni: poca, pochissima neve, caldo “bestiale” che impedisce di far partire i cannoni, poche alternative alla discesa. E allora la montagna dei toscani piange, ma visto il caldo, neppure le lacrime diventano neve.
«Che fare? Intanto speriamo nel tempo». Rolando Galli, il più brillante imprenditore dell’Abetone – ma è pratese di nascita e quindi si capisce il dinamismo – snocciola le previsioni. «Per il 26, S. Stefano, è prevista una nevicata stante una brusca discesa delle temperature. Il che vuol dire che se anche non cadessero abbastanza fiocchi, ci sarebbero quei pochi gradi indispensabili per far sparare i cannoni». Insomma dal 26 l’Abetone potrebbe rianimarsi.
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Quando uno si presentava ad un teutonico maestro di Plan de Corones o della Val Badia e dichiarava di avere imparato a sciare all’Abetone era una nota di merito. Una medaglia al valore perché sull’Appennino le piste sono strette e anche perigliose, mentre le Dolomiti si presentano come autostrade.
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La patria di Zeno. L’Abetone, non si può dimenticare, è la patria di Zeno Colò e di Celina Seghi. Colò, ricordiamolo, è l’unico italiano ad avere vinto un oro olimpico nella discesa libera, quando gli attacchi erano poco più che due corde. «Altri tempi – ribatte Galli – oggi l’Abetone combatte con due nemici: la crisi e la strada. La crisi sappiamo cos’è. La strada è quel tormentone che fa impazzire i turisti quando salgono su da Pistoia o da Lucca. Anche la Garfagnana ha una viabilità moderna, la nostra è ferma all’Ottocento».
Locali appannati. E così gli hotel ma anche i bar e i ristoranti, sono appannati. Lo stesso Galli ammette che oggi – mare o montagna – la vacanza inizia in hotel. Da queste parti solo il Val di Luce Resort ha una spa e una piscina che può stare al pari con le strutture benessere delle Alpi. «Quest’anno – ricorda Galli, che presiede la Pam, Promozione turistica dell’Abetone – anche il Miramonti ha aperto una sua spa, non certo maestosa come il Val di Luce, ma comunque valida». Il Val di Luce Resort è stato costruito dai Fratini, imprenditori pratesi della Rifle e di altri iniziative immobiliari e finanziarie, ma gestito da un gruppo pisano, la Cosmopolitan hotel. Ha ospitato, fra gli altri, anche Matteo Renzi, prima che diventasse premier. Renzi è amico di Galli, la scorsa stagione ha fatto una puntatina a sciare di lunedì. «Speriamo che Matteo torni presto – si augura Galli – vogliamo avere un effetto promozione come per Forte dei Marmi a Ferragosto». L’Abetone, c’è poco da fare, ha perso appeal e soprattutto, non ha saputo costruire un’alternativa allo sci.
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Le alternative. «Le stiamo cercando – rassicura Galli – ma con fatica. Il 28 inaugureremo un percorso per mountain bike dalle gomme più larghe. In grado di seguire sentieri, sia che siano innevati o meno. Poi puntiamo sulla gastronomia. Non è stagione di funghi né di mirtilli, i nostri atout estivi, ma la nostra montagna dà formaggio, burro, yogurt. E poi fatti pochi chilometri possiamo scoprire i caseifici del Parmigiano di montagna: una rarità».
L’Emilia, non va dimenticato, è a pochi chilometri dalle Piramidi. Meno bella di Abetone ma più organizzata. «Ospitammo l’assessore regionale al turismo. Sapeva tutto – ricorda Galli – compresi i prezzi degli skipass di tutto l’arco alpino. Immaginai fosse di Sestola. Macché, era di Rimini...» .
Arriva Redford? L’Abetone si consola con la tappa del Giro 2015 che finirà sul passo, per quelle strade dove nacque il mito di Coppi (che qui staccò Bartali). Non solo. Robert Redford sta lavorando (fonte Variety, quindi buona) ad un film sulla Decima divisione americana da montagna che ebbe il battesimo del fuoco sulla Linea Gotica all’Abetone. Intanto al Val di Luce Resort sono esposti gli sci usati alle Olimpiadi di Aspen. Sperando che anche la nostalgia (canaglia) riporti in vetta i figli di quei professionisti lucchesi e pisani che si fecero qui la casa tanti anni fa.
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