Sicurezza
Il sindacato Fials aveva denunciato il rischio intossicazione
Dopo i nove intossicati al Polo endoscopico dell'ospedale San Jacopo di Pistoia, l'atto di accusa del sindacato regionale che dimostra come avesse segnalato quel rischio alla Direzione dell'Asl 3 già nell'ottobre del 2013
PISTOIA. Quanto accaduto il 12 dicembre al Polo endoscopico dell’ospedale San Jacopo di Pistoia con l’intossicazione da acido peracetico di nove persone fra pazienti, medici ed infermieri era temuto ed era stato previsto oltre un anno fa dal sindacato Fials che con una lettera, datata 21 ottobre 2013, segnalava “le condizioni di inadeguatezza delle zone lavaggio degli strumenti che presentavano la assenza delle vie di aereazione”.
Il sindacato avrebbe più volte denunciato il grosso rischio esistente nel Polo endoscopico, senza però mai essere preso seriamente in considerazione. A fare la cronistoria dello scambio di missive fra il sindacato Fials e l’Asl 3 è il segretario regionale dello stesso sindacato, il dottor Massimo Ferrucci. “la Asl 3 aveva disposto dei piani attuativi degli interventi con azioni che prevedevano varie azioni dirette alla evacuazioni generalizzata dei vapori ed odori che si generavano nel locale ed avevano una scadenza nel settembre 2013 – scrive il dottor Ferrucci – Il 21 novembre 2013 la direzione aziendale rispondeva alla nostra richiesta affermando “ è stata ipotizzata una modifica progettuale al fine di apportare ulteriori miglioramenti agli ambienti di lavoro, in alternativa si sta valutando anche l’affidamento in outsourcing di tale attività” e veniva inoltre detto che “nel caso di modifiche strutturali si prevede che le stesse possano essere portate a termine nell’arco di quattro mesi”. Ma i quattro mesi passano senza che i lavori venivano fatti e così il sindacato Fials nel marzo 2014 decide di scrivere al Servizio ispettivo direzione provinciale del lavoro di Pistoia che rispondeva di non essere competente in materia. La stessa lettera, scrive il dottor Ferrucci, era stata inviata anche all’Organo di Vigilanza e alla direzione dell’Inail che non hanon neppure risposto.
“I fatti accaduti dimostrano chiaramente che il mancato adeguamento della struttura costituiva un fattore di rischio per la salute dei lavoratori – sottolinea il sindaco Fials - ciò che sorprende è l’atteggiamento dei rappresentanti dei lavoratori alla Sicurezza che intervengono solo ora a posteriori dopo i fatti accaduti suscettibili di danni alla salute dei lavoratori mentre sarebbe stato opportuno vigilare sulla attuazione della azione programmata titolata “Elenco piano interventi per gruppo omogeneo” del 1 ottobre 2013 dove veniva infatti registrata l’insufficienza delle dimensioni delle stanze adibite al lavaggio e allo stoccaggio che producevano tra l’altro la non evacuazione di vapori ed odori generatesi nel locale in seguito all’utilizzo dei macchinari. Ciò dimostra l’arroganza della Direzione aziendale verso una specifica segnalazione da parte del sindacato Fials (utile se accolta ad evitare la situazione verificatasi) ed una subalternità dei Rls (di nomina Cgil-Cisl-Uil) alla Direzione aziendale con conseguente mancata tutela dei diritti dei lavoratori”.
Infine il sindacato Fials, chiude il suo comunicato affermando che “ritiene doveroso accordare la tutela legale ai lavoratori che avessero riportato danni alla propria salute a causa delle inadempienze della Direzione della Asl 3 e di altri organi rispetto alla eventuale constatazione di violazioni di legge o di condotte omissive”.
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