Attenzione
«Entriamo solo se controllate la scuola»
Gli studenti dell’Einaudi chiedono serie verifiche all’edificio. Uno strapiombo vicino al punto di ritrovo
PISTOIA. «Vogliamo sicurezza nella nostra scuola, per questo stamattina abbiamo deciso di non entrare» spiegano Davide Garifo e Simone Biondi, rappresentanti studenteschi dell’istituto Einaudi.
Dopo le scosse di terremoto di venerdì, la paura è devastante e molti studenti dell’istituto professionale di via Pacinotti a Pistoia ieri mattina non sono voluti entrare a scuola.
«Gli edifici accanto alla scuola – dice Davide Garifo - non sono a norma di sicurezza, chi ce lo dice che la nostra scuola invece lo sia? Perché non sono venuti a fare dei controlli? Noi non siamo contro la scuola, non stiamo protestando contro, anzi, il preside è sempre di nostro sostegno, ci ha insegnato tanto, e noi lo ringraziamo per tutto quello che fa per noi».
«Il punto di ritrovo in cui dovremmo andare in caso di evacuazione è in un piazzale proprio a ridosso di uno strapiombo, separato solo da una rete poco stabile di un cantiere – incalza Simone Biodi - Già la protesta era nata ieri su facebook, poi stamattina ci siamo radunati davanti all’entrata con altri studenti che non volevano entrare perché avevano paura. Non lo abbiamo fatto per perdere delle ore di lezione, come tanti potrebbero pensare, ma per chiedere che siano fatti dei controlli minuziosi. Ci siamo anche confrontati con dei nostri professori davanti alla scuola per chiedere loro se stavamo commettendo una sciocchezza e loro ci hanno detto che facevamo bene a protestare e ci sono stati di sostegno».
Il tetto della scuola, raccontano i ragazzi, è in parte in amianto, l’edificio è fatiscente, accanto ci dormono barboni e tossici.
«Invitiamo il sindaco a venire a vedere le condizioni in cui si trova il nostro istituto – continua Davide - Sappiamo che lui non può fare molto perché la responsabilità è della Provincia, con la quale più volte abbiamo cercato un dialogo e la risposta è sempre stata che mancano i soldi. Ma perché questi soldi, anche se pochi, non vengono utilizzati per le scuole, che sono una risorsa indispensabile per il nostro Paese?»
«Due anni fa, insieme al preside, abbiamo avuto - ricorda - una riunione con la Provincia ed il piazzale adiacente la scuola, anche se con molto ritardo, è stato ristrutturato ed adesso è in buone condizioni, ma è a ridosso di uno strapiombo; cosa succederebbe se qualcuno, in preda al panico, fosse spinto contro la rete e cadesse giù? Non può essere a norma di sicurezza».
«Chi ha dato i permessi - continua - per costruire un cantiere proprio accanto ad una scuola? Oltretutto, se in caso di terremoto parte dell’istituto dovesse crollare, quali danni potrebbero esserci, oltre al fatto che è in amianto?»
I ragazzi ribadiscono la richiesta di un incontro con il sindaco Samuele Bertinelli e la presidente della Provincia Federica Fratoni nella speranza di trovare un accordo per la messa in sicurezza della scuola e anche degli edifici circostanti.
«Come tutte le scuole, anche noi all’Einaudi abbiamo un piano di emergenza regolare approvato dalla protezione civile. Sono rimasta davvero male che i ragazzi abbiano deciso di non entrare a seguire lelezioni» è la risposta della vicepreside Barbara Moncini.
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