Proteste
Carburante impuro, e l’auto va ko
Automobilista in causa con Shell: ho speso 6mila euro, non vogliono rimborsarmi
PISTOIA. Si ferma a mettere benzina e l’auto si arresta improvvisamente dopo pochi metri. Ma la “colpa” non è della macchina nuova, come inizialmente immaginato, bensì del carburante impuro. È quello che è accaduto a Stefano Taschini, geometra di 33 anni che vive a Pistoia insieme alla fidanzata.
«Era il 28 giugno 2013 – racconta Stefano - quando, di ritorno da una pausa pranzo a casa dei miei genitori mi accorgo che la benzina è a zero e mi fermo ad un distributore Shell, per mettere 70 euro di carburante al self service. Riparto, ma la macchina comincia subito a fare dei “salti” e si ferma poco distante. Chiamo il centro assistenza Volkswagen pensando che si tratti di un problema della Golf, comprata qualche settimana prima. Dopo tre ore arriva il carro attrezzi che preleva la vettura e la porta all’officina Gori e Meoni in viale Adua. E lì viene appurato che la causa del guasto è dovuta al carburante impuro, non idoneo alla combustione» racconta Stefano. «Sono rimasto allibito, torno al distributore e lo trovo ancora chiuso con un foglio con su scritto “guasto” proprio alla pompa dalla quale avevo prelevato. Al numero verde una persona molto gentile mi dice di non preoccuparmi, di fare aggiustare la macchina e di inviare loro ogni fattura perché mi avrebbero rimborsato tutto. Dicono inoltre di conoscere già la problematica perché altre persone avevano chiamato per segnalare casi analoghi».
Non poche spese, visto che a Stefano la riparazione costa ben 5.680 euro più 525euro di fermo macchina, oltre ai 70euro spesi per mettere benzina ed ai 27euro di corrispondenza.
Stefano paga tutte le spese, invia le fatture ed aspetta. Ma niente. «Richiamo il numero verde e mi dicono che stanno formulando l’offerta perché vorrebbero risolvere la questione bonariamente e mi chiedono poi di indicare una cifra a titolo di rimborso. Io ovviamente chiedo l’intero importo. Ebbene mi offrono il 30%, ovvero circa 2000 euro».
Stefano non accetta e decide di rivolgersi all’avvocato Claudio Pini del Foro di Pistoia. “Abbiamo citato in giudizio la Shell Italia che ha risposto per mezzo del loro legale dicendo di non avere alcun riscontro sul difetto del carburante, che le prove da me presentate non sono sufficienti, che il mio è stato un caso isolato e che non ho nemmeno lo scontrino del distributore – continua Taschini - Ma chi è che chiede lo scontrino quando va a mettere benzina? E poi quel distributore è fornito di telecamere. Sono senza parole, mi sento preso in giro. Dico solo che avrei dovuto sposarmi a breve e che ho dovuto rinviare tutto a quando non si sa, avendo speso più di 6000 euro».
«C’è un contenzioso con il signor Taschini, c’è già stata una prima udienza, ma di più non possiamo dire», afferma Silvia Levorati, Shell Italia. «Troppo semplice mettere tutto a tacere offrendo un terzo della cifra che ho dovuto sborsare. Inoltre, se fossero estranei alla vicenda, perché offrirmi 2.000 euro? Ed intanto la prossima udienza è fissata per luglio 2015».
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