MONTALE. «I medici in passato hanno avuto la netta sensazione che alcune neoplasie, e patologie di vario tipo, fossero in aumento nella Piana. Da qui partì uno studio rimasto sempre incompleto». Parla di “sensazione” Carla Breschi, consigliera comunale Pd a Pistoia e medico specialista in oncoematologia, perché nessuna indagine è mai stata conclusa e, ad oggi, nonostante «la situazione sia ben nota a tutti», non è possibile stabilire scientificamente se queste malattie siano legate alle emissioni dell’inceneritore di Montale.
L’Asl infatti, dal 2007 in poi, data degli sforamenti di diossina, non è riuscita ancora a concludere l’indagine. In passato la raccolta dati si era bloccata per via del garante della privacy. Oltrepassato lo scoglio, il termine di elaborazione dei risultati continua ad essere rimandato. L’azienda sanitaria invia comunicati stampa per avvertire che la chiusura della raccolta, inizialmente prevista per il 31 dicembre 2013, è slittata alla fine del 2014. Ma delle motivazioni che ci sono dietro a queste proroghe non viene data notizia. Si tratta di ritardi gravi, vista la situazione.
Nella delibera Asl del 19 febbraio 2013, in base ai risultati di una prima indagine su Agliana e Montale, sono stati rilevati eccessi di mortalità statisticamente significativi per patologie neoplastiche, correlate alla presenza di inceneritori, nel periodo 1987-2008. Dopo la presa di posizione dell’Ordine provinciale dei medici nel 2011, adesso arriva quella della consigliera Breschi.
«La sensazione dell’aumento di neoplasie rare, di patologie respiratorie legate alle polveri sottili, e anche di patologie infantili, ce l’hanno tutti. E’ qualcosa – sottolinea – di noto da anni tra noi medici». Proprio dall’esperienza dei dottori, nacque un primo studio sui tumori nella Piana. «Cominciarono a indagare proprio per questo motivo, ma – continua la consigliera Pd – ancora oggi bisogna capire da cosa dipenda questo aumento».
La dottoressa intervenne già durante l’assemblea sull’ “acqua del sindaco” di martedì sera, ad Agliana, bollando come inaccettabile il fatto di non sapere ancora niente sullo studio epidemiologico cominciato nel 2013. Sulla carta, l’indagine servirà a capire se ad Agliana e Montale ci sia ammala e si muore di più per tumori e malattie legate alle emissioni da incenerimento rispetto a quei territori in cui non c’è un impianto. Nel caso specifico i Comuni di confronto sono Quarrata e Serravalle Pistoiese.