Il Tirreno

Pistoia

finanze pubbliche

Cutigliano, un disavanzo di 800mila euro

Elisa Valentini
La giunta di Cutigliano, a destra Franco Giani e accanto a lui il  sindaco Tommaso Braccesi
◗
La giunta di Cutigliano, a destra Franco Giani e accanto a lui il sindaco Tommaso Braccesi

Illustrata in bilancio la manovra per il ripianare il buco in dieci anni, come chiesto dalla Corte dei Conti

2 MINUTI DI LETTURA





CUTIGLIANO. Il disavanzo reale del bilancio di Cutigliano? Gli 81euro a consuntivo 2013 … moltiplicati 10 volte. Una spiacevole sorpresa quella che l’amministrazione guidata da Tommaso Braccesi ha riscontrato a seguito dell’operazione di messa a pulito del bilancio comunale svolta nei 90 giorni scorsi per la redazione del piano di riequilibrio pluriennale, approvato martedì in consiglio. Obiettivo, che segue la decisione dell’amministrazione di aderire alla procedura di riequilibrio dopo i rilievi della Corte dei Conti sui bilanci degli esercizi passati, è ripianare il disavanzo strutturale entro 10 anni.

Disavanzo. “Abbiamo svolto un lavoro certosino di ripulitura dei residui– ha spiegato il vicesindaco, Franco Giani - eliminando soprattutto quelli attivi su cui non si ha certezza di riscossione come i fondi bim 2013 per 80mila euro. Risulta un importo negativo di 362mila euro”. A ciò si sommano gli accantonamenti (386mila euro) a fondo svalutazione per crediti non riscossi. Fra questi i 725mila euro verso il gestore idrico Gaia su cui, in via prudenziale, si è deliberato un accantonamento superiore a quello di legge. Infine i debiti fuori bilancio riconosciuti per 80.500 euro fra cui 12mila euro per fatture di Edison energia relative al 2010 ma recapitate al Comune solo a fine 2014 e 60mila euro circa che il Comune, per paradosso, dovrà pagare a Gaia per il consumo di acqua relativo ad utenze comunali e fontane pubbliche. Tutto questo genera un disavanzo effettivo di oltre 822mila euro, 10 volte quello messo a consuntivo 2013 dalla precedente amministrazione.

Manovra. Il ripianamento è previsto in 10 anni – tempo massimo ammissibile– basandosi su una serie di condizioni favorevoli che si verificheranno nei prossimi anni, oltre al piano di risparmi già attivato da giugno, “poiché la spesa - ha detto Giani - non è più comprimibile”. A fine 2014 andranno in scadenza 55mila euro di mutui, altri 93mila dal 2015. Previsto il pensionamento di 3 dipendenti che non verranno sostituiti, con 100mila euro di risparmio da qui al 2017. Aumentata la Tasi (Imu, Tari e addizionale Irpef sono già al massimo) dallo 1,9 al 2,5 per mille (aliquota massima), ovvero 10 euro l’anno a cittadino. Nuovi mutui potranno essere accesi solo in presenza di risorse a copertura.

Le minoranze. Voto contrario delle minoranze sul piano che per il capogruppo Marco Ferrari certifica l’abdicazione del Comune sul diritto ai Bim e il “non fare” aspettando gli eventi. Chiara Belli ha criticato l’ulteriore aumento della pressione fiscale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa