Sicurezza
Bottigliette sui tavoli della mensa
La richiesta di 250 genitori all’incontro con il sindaco: rischio fibre di amianto nell’acqua pubblica
AGLIANA. Nelle scuole di Agliana, bambini «costretti» a bere l’«acqua gialla del sindaco» che scorre nelle tubazioni in eternit. I genitori si appellano al principio di precauzione. Chiedono il blocco della somministrazione dell’acqua del rubinetto e la fornitura di bottiglie alla mensa. In circa 250, martedì 16 dicembre, hanno riempito l’auditorium della Misericordia.
Durante le tre ore di assemblea il primo cittadino, Giacomo Mangoni, ha continuato a ripetere che «l’acqua del sindaco è salubre». «Lo dicono le analisi». Sull’amianto, Mangoni sottolinea che «secondo la comunità scientifica l’ingestione delle fibre di amianto presenti nell’acqua non costituisce un pericolo», però chiede anche la sostituzione (non prevista da Publiacqua) dei tubi.
«Da sindaco – ha detto – l’unica cosa su cui mi devo interrogare è se esista o meno un rischio imminente per la salute pubblica. La risposta è no. Per me non c’è la necessità di fornire l’acqua a scuola». Affermazioni che hanno scatenato l’ira dei genitori. «Sono i nostri figli, quello che state facendo è vergognoso».
Ad Agliana il 26 per cento delle tubazioni sono in cemento amianto. Le famiglie adesso vogliono delle garanzie. Non si fidano della potabilità attestata dalle analisi. Chiedono che i controlli siano estesi «alle fibre in amianto e alle diossine». «Tra i campioni analizzati nel ’97 – ha ricordato in assemblea Ginevra Lombardi - c’erano Montale e Prato. I risultati hanno dimostrato la presenza di amianto nell’acqua. Agliana è in mezzo, quindi presumibilmente anche in questo territorio l’acqua è contaminata. Se nel ’97 il rischio era “modesto”, adesso, con le tubazioni che invecchiano, è diventato sicuramente alto».
C’è poi il problema della torbidità anomala «emersa anche dalle analisi». «Ai nostri figli – denuncia una mamma – è stata data acqua gialla».
La “rivolta della bottiglietta” è iniziata due settimane fa alla materna di San Piero, dove molti genitori si sono presentati con le bottiglie dell’acqua. Da qui la protesta si è estesa agli altri istituti aglianesi, tanto che la dirigente del comprensorio, Angela Desideri, ha firmato una circolare «affinché le insegnanti lasciassero libere le famiglie di portare a scuola le bottiglie e di farle bere ai bambini anche durante il pranzo». Molte mamme però non ne sapevano niente di questa circolare. E senza una decisione istituzionale la situazione è diventata ingestibile.
I genitori chiedono quindi che le confezioni siano fornite dal Comune a tutti gli iscritti. «Nei 5 euro che paghiamo, ci rientrano benissimo»sottolineano. «Devo dire a mia figlia di “murare a secco” per tutto il pranzo, oppure possiamo mettere sui tavoli le bottiglie?» incalza una mamma. «Non posso impedirvi di portare l’acqua – risponde il sindaco – però le richieste devono passare dal consiglio d’istituto».
Occorre ricordare che il problema non riguarda solo l’acqua da bere, ma anche quella usata per cucinare. Le famiglie intanto insistono su un punto: «A casa siamo liberi di decidere se usare depuratori o bottiglie. A scuola no. I nostri figli sono costretti a bere quell’acqua». Dal 2007 infatti, attraverso il progetto “l’acqua del sindaco”, in tutti gli istituti aglianesi l’acqua servita a mensa è del rubinetto.
In assemblea erano presenti anche l’assessore all’istruzione Luisa Tonioni e il responsabile dell’Unità funzionale igiene pubblica dell’Asl Renzo Berti. L’ex sindaco di Pistoia, in base alle analisi effettuate da un’azienda privata, ha ribadito che l’acqua è potabile.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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