AnsaldoBreda, i cinesi sono di nuovo in vantaggio
Le indiscrezioni confermano: quella di Insigma è l’unica offerta vincolante, Hitachi però è ancora in corsa. In programma il cda di Finmeccanica
PISTOIA. Spariti improvvisamente dalla corsa a metà novembre, ora i cinesi sembrano di nuovo in vantaggio per l’acquisto di AnsaldoBreda. La notizia, diffusa martedì 16 dicembre, della presentazione di una offerta per il gruppo ferroviario pistoiese-napoletano e per l’azienda genovese di segnalamento ferroviario Ansaldo Sts (tutte e due di proprietà Finmeccanica), taceva infatti un particolare che ieri è rimbalzato in tutti i forum specializzati, oltre ad essere ripreso dal Sole 24 Ore.
Di che si tratta? Del fatto che l’offerta cinese, 1,5 miliardi di euro, presentata da Insigma (finora si era parlato anche di un secondo gruppo, Xinzhu, ma non vi sono conferme al riguardo), sarebbe vincolante, cioé impegnativa per chi la propone. Qualità che invece non avrebbe, a quel che risulta, l’altra offerta presentata a Finmeccanica, quella dei giapponesi di Hitachi, valore di 1,4 miliardi. Questi ultimi hanno rispettato la scadenza indicata dall’ad di Finmeccanica, Mauro Moretti, relativa al 17 novembre; ma già allora aggiunsero che per rendere vincolante la loro offerta erano necessari chiarimenti sul rischio di penali per possibili ritardi nella consegna dei nuovi treni ad alta velocità Etr 1000 destinati a Trenitalia. Moretti, citato dal Sole 24 Ore, ha dichiarato che questo problema è stato superato; ma intanto l’unica offerta vincolante è quella cinese.
Qualche dettaglio in più: l’offerta è supportata da una garanzia superiore a 1,5 miliardi fornita da China Merchant Bank ed è assistita - tra l’altro - da uno studio legale di livello mondiale come l’americano Mc Dermott Will & Emery. Insigma vorrebbe procedere non ad una acquisizione vera e propria delle due aziende targate Finmeccanica, quanto ad una fusione. L’offerta garantirebbe i livelli occupazionali dei principali stabilimenti: Pistoia, Napoli e Reggio Calabria. Inoltre – stando sempre alle indiscrezioni – l’offerta cinese lascerebbe la porta aperta ad una forma di partecipazione italiana nel capitale, ad esempio attraverso la Cassa depositi e prestiti. La soluzione cinese sarebbe sponsorizzata soprattutto dal governo .
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Viceversa, l’ad di Finmeccanica Moretti è accreditato di maggiori simpatie verso Hitachi, la cui offerta sarebbe finanziariamente più bassa ma conterrebbe comunque importanti garanzie per il mantenimento dell’occupazione. Oggi, giovedì 18 dicembre, Finmeccanica ha in programma un consiglio di amministrazione, che potrebbe occuparsi anche della questione AnsaldoBreda. Anche se Moretti ha ribadito anche negli ultimi giorni che le parole definitive saranno pronunciate “dopo Natale” e comune “entro la fine dell’anno”, possibile che già qualche anticipazione possa filtrare.
Certo in via Ciliegiole tutti i lavoratori seguiranno con attenzione le notizie provenienti da Roma, dopo aver letto con soddisfazione i risultati di bilancio del terzo trimestre 2014, che hanno confermato il recupero di redditività dell’azienda pistoiese-napoletana. I ricavi, in particolare, si sono fermati a 484 milioni (contro i 402 dello stesso periodo del 2013), grazie soprattutto alle commesse dei tram per l’Expo milanese, ai treni regionali e agli Etr 1000 per Trenitalia. I margini operativi rimangono negativi, ma nel 2014 AnsaldoBreda ha perso finora “solo” 34 milioni, contro i 94 del settembre 2013, con un miglioramento del 63,8%.
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