Sicurezza
La storia a scuola? Ci vuole la controriforma
Parte da Pistoia la petizione per ritornare a far conoscere già alle medie Garibaldi e nazismo
PISTOIA. “Ma che storia è questa?” è il titolo della petizione promossa dall’ex insegnante pistoiese Maria Lorello e che sta facendo il giro a livello nazionale sul sito change.org. La petizione, legittimata dall’articolo 50 della nostra Costituzione, chiede al parlamento una «riforma della riforma Moratti» (come dice la stessa Lorello) per lo studio della storia nelle scuole medie e superiori.
«Vogliamo la revisione del programma e la cancellazione della riforma Moratti – esordisce – È giusto che un ragazzino di 13 anni non sappia ancora nulla, per esempio, di Garibaldi o della II guerra mondiale?».
La riforma Moratti, infatti, entrata in vigore il 28 marzo 2003, prevede che l’insegnamento della storia parta soltanto dalla 3ª elementare con lo studio della preistoria; a seguire, in 4ª e 5ª, il mondo antico, in 1ª media il Medioevo, in 2ª dalla scoperta dell’America fino a fine Ottocento, ed in 3ªmedia si studia il Novecento.
«Ho insegnato per 41 anni, di cui 34 alle scuole elementari e gli ultimi 7 alle medie – continua Maria Lorello – Purtroppo, con grande amarezza, ho dovuto constatare che i bambini delle elementari sapevano molto di più la storia rispetto ai ragazzini delle medie. La riforma ha provocato due enormi danni: in primis, la mancata ripetizione dei contenuti, come avveniva con il vecchio metodo scolastico, in cui la storia si insegnava ripetutamente ad elementari e medie, non permette al ragazzino di interiorizzare perché deve conoscere velocemente contenuti di cui è all’oscuro. In secondo luogo, un ragazzino di 13 anni, che per la prima volta entra in contatto con i fatti del ‘900, non riesce a contestualizzare il periodo in cui vive. Non è possibile un insegnamento del genere, i ragazzini di oggi non sanno niente di storia, senza averne colpa».
La professoressa ha scritto anche a Rai Storia, che ha accolto con calore la sua petizione, e al ministro della Pubblica istruzione, che non ha dato risposta.
«Noi dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia abbiamo subito aderito alla petizione – spiega il presidente Roberto Barontini – La storia non può essere semplice cronologia dei fatti, date imparate a memoria. La storia è ricordo, stato d’animo, paura, speranza, permette di crescere e di maturare. Non si può conoscere e comprendere il presente se non si conosce il nostro passato. Come diceva Calamandrei, la scuola è il complemento necessario al suffragio universale: può aiutare a scegliere e a creare le persone adatte ad essere scelte, provenienti da tutti i ceti sociali».
Alessandra Tuci
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