Sicurezza
Scoppia la “Cino”: servono subito più aule
Consiglio d’istituto disposto allo scambio di sedi con la “Roncalli” se non arriva il nuovo prefabbricato
PISTOIA. Ribadita la priorità di una sede unica per la scuola media “Cino da Pistoia” da parte del neoeletto consiglio d’istituto che, dopo aver approvato un’apposita delibera il 12 dicembre, per voce del presidente Gianni Calistri rimarca il problema della mancanza di aule nell’attuale plesso del Belvedere.
A giugno scorso, infatti, il Comune ha chiuso l’ala prefabbricata della scuola a causa di una serie di inadeguatezze strutturali. Venendo di conseguenza a mancare una decina di aule e laboratori, dall’anno scolastico in corso le classi terze sono state trasferite al Bastione Thyrion, ospiti della scuola media “Roncalli”, generando, secondo consiglio d’istituto e comitato genitori, problematiche didattiche ed organizzative. Il Comune avrebbe pertanto proposto uno scambio di sedi con la scuola Roncalli, che attualmente conta un minor numero di iscritti rispetto alla Cino. Sembrerebbe però che tale soluzione non sia gradita ad alcuni docenti e genitori della scuola di Porta al Borgo.
«Per noi va bene sia che si costruisca un nuovo prefabbricato o che si faccia lo scambio di sedi, purché si abbia un’unica sede – spiega Calistri – La Cino riceve più di duecento richieste d’iscrizione ogni anno da alunni provenienti anche dalla provincia, non è possibile realizzare l’offerta formativa per il nuovo anno scolastico in questa situazione».
Attualmente sono 625 gli alunni delle sedici classi tra prime e seconde nella sede centrale della Cino, 230 quelli delle terze decentrati alla Roncalli. Davide Doroni presidente del Comitato genitori fa due conti: «Se la Roncalli accettasse lo scambio di sedi potrebbe mantenere le proprie iscrizioni, realizzando negli spazi della Cino sei classi prime da venticinque ragazzi l’una. La Cino continua a ricevere richieste d’iscrizione perché la sua offerta formativa è giudicata interessante, la mancanza di aule è un problema della città».
« I ragazzi della Cino hanno occupato duemila metri quadrati della Roncalli fino allora inutilizzati – osserva Alessandro Sabella, del tavolo tecnico promosso dal Comune e consigliere comunale- L'amministrazione lo dica se non ha le risorse per realizzare un nuovo prefabbricato».
Vista la mancanza di aule, preoccupazione viene espressa per il mantenimento del progetto di didattica inclusiva dedicato agli studenti con problemi di dislessia, con l’utilizzo di tecnologie multimediali da parte di tutti gli alunni. «Oggi la dislessia colpisce il 10% dei ragazzi – spiega Federica Bernardini, presidente provinciale Associazione italiana dislessia – La Cino è stata la prima scuola del territorio ad investire sulla questione».
Leonardo Soldati
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