Sicurezza
Pacini, un ortopedico tutto l’anno
L’Asl disponibile ad accogliere la richiesta della Commissione
SAN MARCELLO. Anestesista per gli interventi ambulatoriali e ortopedico tutto l’anno. Sono le istanze contenute nel documento formulato dalla Commissione intercomunale per la sanità in montagna e che la Asl si è detta disponibile ad accogliere in riferimento al Piot Pacini di San Marcello.
La conferma è arrivata ieri mattina nel corso della riunione della commissione cui hanno preso parte amministratori montani – il sindaco di San Marcello Silvia Cormio, il vicesindaco di Piteglio Pamela Giani, il consigliere di Cutigliano Giuseppe Daniele e il consigliere di Marliana Iacopo Baldi – tutta la dirigenza Asl con in testa il direttore generale Roberto Abati, l’onorevole Caterina Bini, il consigliere regionale Gianfranco Venturi, l’associazione Zeno Colò, le pettorine, rappresentanze delle associazioni di volontariato, di categoria e dei medici di famiglia. «La Asl – spiega Cormio - ha riconfermato la disponibilità ad accoglierle, anche in un documento scritto che ci presenterà dopo le festività natalizie».
Spicca anzitutto la presenza di un ortopedico che, spiega Cormio, rispetto alle previsioni iniziali, la dirigenza Asl si è detta concorde ad estendere a tutto l’anno (e non solo in stagione turistica). Garantita inoltre la presenza di un anestesista per i piccoli interventi chirurgici ambulatoriali, l’impegno ad ampliare il pronto soccorso e ad avvalersi in futuro della mensa comunale di San Marcello per i pasti dell’ospedale, conferendo al Comune le attrezzature della cucina per un potenziamento del servizio attuale. «Un incontro partecipato e costruttivo – commenta Cormio – occasione giusta per esprimere ogni dubbio e timore all’intera dirigenza Asl».
«Mi ritengo soddisfatto per l’apertura della Asl in alcuni passaggi – commenta Emiliano Bracali, presidente della Zeno Colò – vorrei ribadire però un concetto forse non ancora ben chiaro: non siamo contrari all’operato della Asl per punto preso. Vogliamo solo vedere dei fatti concreti, anche sulla base dei patti territoriali che già ci sono, pur non rispettati. In tal modo la Asl potrà riconquistare la fiducia della montagna». (e.v.)
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