Sicurezza
Duecento micropali per la Porrettana
Oggi riapre la linea ferroviaria dopo i lavori sulla frana: ecco cosa è stato fatto
PISTOIA. Il fascino di una linea che unisce l’Italia da 150 anni e che, per colpa di una frana, è rimasta chiusa per 11 mesi sta per tornare a risplendere come sempre. Oggi, infatti, riapre al traffico commerciale la ferrovia Porrettana e si torna a viaggiare seriamente fra Pistoia e Porretta Terme passando per Sammommè, Pracchia e Molino del Pallone. Una frana che, poche centinaia di metri a sud di Corbezzi, ha impedito ai treni di viaggiare e richiesto lavori per 1,8 milioni di euro.
I lavori. Si è andati avanti su due fasi: la prima di messa in sicurezza del cantiere e l’apertura di varchi per permettere l’arrivo dei mezzi meccanici; la seconda per l’esecuzione vera e propria dell’opera. «Per ricostruire il muro che già esisteva nell’opera originaria – dice Maria Gloria Imbroglini, ingegnere responsabile dei lavori sulla frana – sono stati inseriti nel terreno 204 micropali come fondazione e, sopra, è stato posizionato il muro realizzato con una doppia lastra prefabbricata e rivestito con materiale lapideo completato con il getto finale di calcestruzzo per garantire la stabilità dei tiranti attivi. Il periodo iniziale dei lavori è stato quello più travagliato soprattutto per far arrivare i mezzi (è stata costruita una strada sterrata ed abbattuta una vecchia casa cantoniera, mentre tutti i materiali arrivavano su rotaia da Pracchia,ndr) e le abbondanti piogge del mese di luglio hanno rallentato la realizzazione dell’opera.
I numeri. Anche se, visti i carichi di utilizzo della linea (si parla di una media di 15 persone a convoglio), Trenitalia considera la Porrettana una “linea secondaria”, di persone coinvolte nella sua riattivazione ce ne sono state diverse. Si parla, infatti, di 15/20 operai per turno ogni giorno con un complessivo di 40 persone impegnate per 16/20 ore consecutive soprattutto nel periodo estivo quando le condizioni atmosferiche hanno permesso una maggiore mole di lavoro. La conferenza dei servizi ha dato il via libera il 16 giugno, quindi l’intervento è durato 165 giorni.
I controlli. «Negli ultimi giorni – spiega Vincenzo Cefaliello di Rfi – sono stati effettuati tutti i collaudi statici del caso e la linea staticamente è a posto. La frana del 5 gennaio fu causata dallo smottamento a valle della ferrovia perché i canali di deflusso delle acque piovane si erano intasati e, dopo aver già degli avvertimenti, hanno prodotto lo spostamento del basamento della linea. Da lì è partito un movimento verso il basso facendo così mancare l’appoggio ad alcuni pali della rete elettrica che sono leggermente scivolati a valle. Fortunatamente, se così possiamo dire, la frana si è mossa durante la notte quando sulla linea non c’erano treni in transito e le strumentazioni hanno immediatamente rilevato che c’era qualcosa che non andava».
Saverio Melegari
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