Il Tirreno

Pistoia

scuola

Genitori infuriati: «Mensa pessima,vogliamo il catering»

Tiziana Gori
Genitori infuriati: «Mensa pessima,vogliamo il catering»

Pistoia, il presidente del consiglio d’istituto della elementare Galileo Galilei: tante critiche, il nostro obiettivo è renderci indipendenti dal Comune

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. C’è chi propone di non pagare il bollettino di dicembre e chi di far portare ai figli il pasto da casa. «Le cose certe sono due - afferma Simone Frangioni, presidente del consiglio d’istituto della scuola elementare “Galileo Galilei” - molti bambini non mangiano e ogni giorno viene buttato via un sacco di cibo. Uno spreco». Una volta avuto il parere favorevole del preside Maurizio Monti, Frangioni si è messo in moto per trovare un catering disponibile a fare servizio mensa per la scuola elementare. «L’obiettivo - afferma - è sganciarsi dalla refezione comunale”.

Sul tema mensa si è svolta giovedì pomeriggio un’assemblea alla scuola del Villaggio Belvedere. Animi agitati, e il giorno dopo i commenti fioccano sul profilo facebook “Contro il caro-mensa”, nato due anni fa in seguito alle proteste per le nuove tariffe adottate dal Comune. Erano presenti i rappresentanti del Comitato genitori (con la presidente Laura Dabizzi), la referente del Comitato mensa Annalisa Borgianni, genitori e maestre. Alla Galilei non si mangia bene, sostiene una percentuale nutrita dei genitori dei 400 ragazzi che frequentano la primaria. Quattordici classi (le III, IV e V, mentre le I e II studiano allo Scornio, ndr) che ogni giorno si dividono i due turni di mensa (il terzo è per gli studenti della scuola media Cino) e che troppo spesso lasciano nel piatto le pietanze. I genitori parlano di cibi freddi o immangibili («carne quasi nera», scrive una mamma), frutta acerba, minestra che viene immancabilmente lasciata nel piatto.

Frangioni parte con una premessa: «I nostri figli sono probabilmente troppo viziati. Alla Galilei ho una bambina di 8 anni, e prima un ragazzo di 14 anni che spesso tornava a casa senza aver mangiato niente. Non dò a priori la colpa alla mensa, quel che è certo è che molti bambini non mangiano e viene sprecato troppo cibo. Indipendentemente dalle cause credo che debba essere trovata una soluzione. E il problema è più sentito quest’anno rispetto alla passata stagione scolastica». Sotto accusa la ditta fiorentina che rifornisce la scuola, la Camst. Molti vorrebbero “ricusarla”. «Di sicuro - afferma Frangioni - diversi genitori portano via i ragazzi durante la pausa pranzo e li riportano nel pomeriggio».

Dopo l’ultima assemblea, in cui scuola e Comune hanno mantenuto una linea di fermezza («ribadiscono che la qualità è buona») c’è chi propone lo sciopero del bollettino. Laura Dabizzi e lo stesso Frangioni invitano all’attesa. «La prossima settimana - informa il presidente del consiglio d’istituto - avrò il preventivo dalla ditta pistoiese di catering che ho contattato. Il catering a servizio delle scuole è una formula attuata in diverse città. Chiaramente i costi devono essere adeguati, meno di quello pagato ora con il Comune (modulazione per fasce Isee, con la fascia più alta che paga 5,30 euro a pasto, ndr). «Se la soluzione fosse attuabile contatteremmo l’assessore all’istruzione (Elena Becheri, ndr) e chiederemmo la disponibilità a “renderci indipendenti”. Dopodiché indirremmo una gara pubblica». Alla Galileo Galilei c’è una cucina interna, attualmente non utilizzata. «Vogliamo che i pasti per i nostri ragazzi siano preparati lì», spiega Frangioni.

07

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore