Italia
Fusione dei Comuni, non c’è tempo per il referendum
Il presidente della prima commissione regionale Manneschi spiega che dovrà essere il prossimo consiglio a decidere
ABETONE. Niente referendum per la fusione dei comuni montani, né a due né a quattro fino al rinnovo dell’amministrazione regionale. Così ha stabilito la 1a commissione Affari istituzionali che ieri ha discusso le due proposte di legge: la 365, presentata dai consiglieri regionali Venturi, Benedetti, Gambetta e Morelli per la fusione di Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello nel Comune Montagna pistoiese e la 377 per l’istituzione del Comune di Abetone-Cutigliano.
Dopo la bocciatura del referendum per la fusione a 4 a fine 2013, ancora una fumata nera: niente referendum entro marzo 2015. Tutto sarà rinviato al post elezioni regionali. «Abbiamo svolto una verifica sui tempi – spiega Marco Manneschi, presidente della commissione – secondo la legge, anche deliberando subito, non vi sono i tempi tecnici per il referendum che non può essere indetto entro i 6 mesi precedenti le elezioni. Quindi la pratica passa al consiglio successivo. A maggior ragione visto che per il comune Abetone-Cutigliano si prevede la nascita dal 2017». La commissione, anziché approvare una proposta di legge, ha optato per una risoluzione da presentare al consiglio regionale. «Anzitutto – prosegue Manneschi – occorre cambiare lo statuto della Regione dove prevede che per tutte le proposte di legge di iniziativa popolare servono almeno 5mila firme. Specie in realtà molto piccole non ha senso. Per le fusioni di comuni, chiediamo di ricondurre tale soglia ad un criterio di ragionevolezza e proporzionalità sul numero di abitanti dell’area interessata».
Manneschi sottolinea poi la mancata presa di posizione formale dei Comuni di Piteglio e San Marcello che - dice - «avevamo sollecitato» sulla possibilità di quesiti alternativi, ovvero per una fusione a due in alternativa a quella a 4. Aspetto su cui i sindaci si sono detti disponibili solo verbalmente. Poiché i comuni di Abetone e Cutigliano si sono detti contrari, per poter celebrare il referendum a 4 occorre che anche San Marcello e Piteglio deliberino anche sul referendum a due. Allora avrebbe avuto un senso proporre un quesito principale (fusione a 4), un quesito secondario (le fusioni a due) o niente fusione». Nella risoluzione, da approvare entro fine anno, la commissione si dirà favorevole al referendum e ai quesiti alternativi purché ci sia una manifestazione di volontà in tal senso dagli enti locali. Tutto questo, nell’immediato, per i comuni montani vorrà dire rimboccarsi di nuovo le maniche sull’Unione dei comuni: restano ancora 3 funzioni su 9 da associare entro il 31 dicembre, se non arriverà la tanto auspicata proroga su tale termine a livello nazionale.
Elisa Valentini
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