Sicurezza
Un pastore di personalità e carisma
A San Minato ricordano le forti prese di posizione sociali e ambientaliste
Un pastore contraddistinto da una forte personalità e da un marcato carisma. Sono in tanti, nella diocesi di San Miniato, a far andare via malvolentieri monsignor Fausto Tardelli. E quest’ultimo più di una volta ha fatto capire di andar via malvolentieri. «Ma Sua Santità ha deciso così – ha ripetuto dal giorno dell’annuncio – e io mi fido di lui. Papa Francesco mi ha chiesto di andare in un'altra città ad annunciare il Vangelo. Che fare? Raccatto nel cuore a fatica volti e storie, pianti e sorrisi, fallimenti, speranze e vado. Tendo le mani per stringerne di nuove e mescolare i miei passi con quelli di chi ancora non conosco. Che Dio mi aiuti».
Frasi significative in cui sono racchiuse l’umiltà e la disponibilità al confronto di Tardelli, che dal 6 marzo 2004, giorno della nomina a vescovo di San Miniato, non ha mai rinunciato comunque ad uscire allo scoperto per indicare bene la strada ad alcune “pecorelle” che si stavamo smarrendo e per far sentire chiaramente la propria voce. Un decennio in cui la crisi ha picchiato duro e per la quale il vescovo Tardelli ha cercato spesso il dialogo con gli imprenditori, non evitando di metterli di fronte alle proprie responsabilità. Nel marzo 2009, ad esempio, commentando proprio la congiuntura economica sfavorevole, ebbe a dichiarare: «Tra le cause, ce ne sono almeno due di carattere più generale: la frenesia speculativa finanziaria al di fuori di regole certe e la mancanza di riferimenti etici nelle professioni e nella finanza».
Un fermo richiamo all’etica imprenditoriale, come quello che Tardelli usò per schierarsi decisamente contro la costruzione del pirogassificatore per i rifiuti industriali che un’azienda privata progettò e allestì a Castelfranco di Sotto, scatenando l’ira della popolazione.
Nell’occasione, emerse la faccia spiccatamente ambientalista di Tardelli: «Distruggere l’ambiente – disse – significa distruggere l’uomo e precludere la possibilità stessa del bene comune. Ovviamente, bisogna saper mettere insieme sviluppo e rispetto dell’ambiente. Per questo ci vogliono studio e impegno, confronto, discussione e collaborazione».
Cristiano Marcacci
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