La protesta
Querele ritirate, il reato di stalking non è perseguibile
Quelle per tentato omicidio premeditato porto abusivo d’arma non erano le uniche imputazioni per Serena Checchi. Il processo era stato riunito con quello che vedeva la cassiera denunciata per maltratamenti e minacce
PISTOIA. Quelle per tentato omicidio premeditato porto abusivo d’arma non erano le uniche imputazioni per Serena Checchi. Il processo era stato riunito con quello che vedeva la cassiera di Ponte Buggianese accusata di maltrattamenti in famiglia. Reato contestato dal pm alla donna in seguito alle ripetute denunce sporte da Vasco Guidi nei due anni che hanno preceduto l'agguato in cui è rimasto ferito, da quando la relazione tra i due si era conclusa. Proprio alla remissione delle querele decise dalla parte offesa in seguito all’avvenuto risarcimento del danno patito, il gup del tribunale ha prosciolto la donna, sentenziando il non luogo a procedere. Il giudice Alessandro Buzzegoli ha infatti ritenuto che in quegli insulti, minacce, diffamazioni e quant’altro andati avanti dal 2001 al 2103 non fosse configurabile il reato di maltrattamenti, bensì quello di atti persecutori. Un reato perseguibile solo a querela di parte e non d’ufficio. Querele che, appunto, sono state ritirate, così come la costituzione di parte civile. (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google