Il saluto di Fausto Tardelli «Festa di speranza per tutti»
Migliaia di fedeli hanno affollato la cattedrale per la messa di inizio del ministero episcopale Contro le conseguenze della crisi l’invito a “rallegrarsi, perché l’amore del Signore rinnova”
PISTOIA. A migliaia i fedeli pistoiesi hanno affollato la cattedrale per salutare il nuovo vescovo Fausto Tardelli. Talmente tanti che San Zeno non è bastata ad accoglierli tutti: così, in molti hanno seguito la celebrazione grazie al maxischermo allestito in piazza del Duomo dall'emittente televisiva Tvl. Una festa che ha concluso il primo giorno pistoiese di monsignor Tardelli, fitto di incontri significativi fin dal mattino.
A tutti i presenti in cattedrale, il nuovo vescovo ha rivolto l'invito a far festa, ad esultare. Citando le parole dell'arcangelo Gabriele a Maria, nel vangelo dell'Annunciazione, Tardelli ha invitato la chiesa pistoiese a "rallegrarsi". "Il saluto dell'angelo è il mio, rivolto alla Chiesa di Pistoia - ha continuato monsignor Tardelli - non certo per me, ma perché Dio ti ama, E il senso della festa dell'Immacolata è proprio questo: ci ricorda che l'amore del Signore trasfigura e rinnova anche la nostra pochezza".
Un messaggio di gioia e di speranza che deve servire a vincere "rassegnazione e sconforto". Causati da cosa? Intanto dalla crisi economica e sociale e dalle difficoltà che si porta dietro, difficoltà di cui monsignor Tardelli ha trovato tracce evidenti negli incontri del mattino in carcere, in ospedale, alla mensa della Caritas e tra i disabili della Fondazione Maria Assunta in cielo. Tema ripreso poi anche nel saluto alla città e alle autorità, in piazza Duomo. E poi riecheggiato, all'inizio della celebrazione, dal vicario episcopale monsignor Paolo Palazzi. Che ha aggiunto ai problemi economici, quelli di una comunità ecclesiale attraversata da "personalismi antichi e nuovi, da superficialità, da tentazioni carrieristiche". Ma è stato lo stesso monsignor Palazzi, citando il Cantico dei cantici, a proclamare che "l'inverno è passato" e a salutare con gioia l'arrivo del nuovo vescovo.
La parola è poi passata all'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, che nelle sue vesti di Metropolita, ha fatto leggere la lettera apostolica di nomina di monsignor Tardelli, lettura chiusa da uno scrosciante applauso. E' quindi iniziata la celebrazione eucaristica vera e propria, un rito solenne con l'altar maggiore circondato dai vescovi toscani e quindi dai sacerdoti e dai diaconi pistoiesi tutti in veste bianca. Il vangelo è stato proclamato dal pulpito marmoreo della cattedrale.
Nella sua omelia monsignor Tardelli, oltre all'invito alla Chiesa pistoiese a far festa e a vincere rassegnazione e sconforto, ha allargato le sue parole all'intera comunità pistoiese. "La crisi, il malaffare, il male si possono vincere. Con Dio, per chi crede, abbracciandosi e stringendoci come fratelli per tutti".
Il vescovo ha poi ricordato brevemente i suoi predecessori, Simone Scatizzi e Mansueto Bianchi. Ed ha concluso abbracciando idealmente tutte le persone incontrate dal mattino: i malati, i disabili, i detenuti, gli ospiti della Caritas, aggiungendoci anche gli immigrati. "Voglio portare voi tutti qui, in questa celebrazione. Perché a nessuno si spenga mai nel cuore la speranza".
Un nuovo applauso ha salutato la conclusione della prima omelia pistoiese di Fausto Tardelli.
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