Sicurezza
L’abete bianco arrivato al Quirinale
Il convoglio con il grande albero fermato per 5 ore da una protesta
SAN MARCELLO. L’abete bianco di 14 metri prelevato dai boschi di San Marcello, tradizionale omaggio al presidente della Repubblica, è giunto a destinazione, ieri mattina, nel cortile del Quirinale a Roma. Il tutto non senza proteste da parte di alcuni montanari. Un gruppo di circa 35 manifestanti appartenenti alle “pettorine”, all’associazione Zeno Colò, al Comitato disoccupati e indigenti e al Comitato recupero ammanco in Comunità Montana, ha bloccato, pur con toni pacifici, il camion che avrebbe dovuto caricare, giovedì alle 15.30, l’abete di Natale. Dopo 4 ore sotto la pioggia e una conversazione al telefono con la presidente della Provincia, Federica Fratoni, forse anche per l’arrivo dei Carabinieri, la contestazione si è dissolta e alle 20.30 l’albero è partito per Pistoia. “No servizi, no parti”, “basta venire in montagna solo a tagliare” gli slogan. «Il nostro intento – spiega Emiliano Bracali, presidente della Zeno Colò – era di divulgare più possibile il disagio che la montagna sta vivendo». I manifestanti hanno spedito anche una email al presidente della Repubblica. “Questo albero tagliato – scrivono –ha i suoi ciondoli tristi: la sanità soppressa, i servizi postali, la viabilità, le risorse sul territorio: tutto tagliato”.
Intanto, ieri mattina, alcune “pettorine” sono state contattate dalla Digos. «Comprendo le preoccupazioni dei cittadini della Montagna che, più di tutti, hanno sofferto la crisi e la perdita di presidi – commenta la Fratoni – il dono di un abete è tradizione che si ripete da diversi anni, grazie all’Associazione internazionale produttori del verde Moreno Vannucci, che dà prestigio alla montagna, unica in Italia ad omaggiare il Presidente della Repubblica con un albero. Ben venga il confronto leale e pacifico tra istituzioni e cittadini, cui non mi sono mai sottratta, purché nei contesti idonei e lontano da strumentalizzazioni. Indipendentemente dalla mia presenza a Roma continuerò a rappresentare le istanze della montagna nelle sedi opportune». I sindaci Tommaso Braccesi, Giampiero Danti e Luca Marmo, invece, criticano i modi della protesta che va a colpire un aspetto che dà lustro alla Montagna. «Condivido i contenuti ma non lo strumento» ha detto Marmo. Danti si dice indignato nel veder associato il nome del campione Zeno Colò ad un’azione contro il Presidente è un gesto che fa onore alla montagna.
Elisa Valentini
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