Finanza
Affidi, una casa per ragazzi e genitori
La testimonianza di alcune coppie che hanno accolto minori in difficoltà
PISTOIA. Inaugurata stamattina 6 dicembre la nuova sede del Centro affidi in via Gentile, Fornaci, proprio nell’edificio conosciuto come “ex scuolina”. La struttura, “Imbevuta di luce” come l’ha definita lo stesso sindaco Samuele Bertinelli, contempla diversi spazi per l’accoglienza di famiglie affidatarie e bambini, rappresentando un altro tassello importante nella riqualificazione delle Fornaci.
«Uno dei quartieri più belli della nostra città, in cui la presenza delle pubbliche istituzioni sarà sempre maggiore» esordisce il primo cittadino. Dai locali della scuola Anna Frank, infatti, la sede del centro è “tornata a casa”, proprio nella zona in cui è nata, nel lontano 1998. «L’amministrazione è orgogliosa e fiera di questo ritorno a casa del centro – continua Bertinelli- Tutti noi dobbiamo essere la cornice che sostiene le famiglie affidatarie, le quali rappresentano un segno di civiltà più grande di qualsiasi struttura, di qualsiasi inaugurazione. Come cittadino, in primis, non posso fare altro che esprimere la mia gratitudine».
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«Il centro affidi si fonda su risorse, famiglie ed accoglienza – commenta Federica Taddei, responsabile del centro- Valorizziamo chi in silenzio lavora per rendere questa società migliore e lotta per andare contro l’individualismo. Questi ragazzi non sono strappati ai loro genitori naturali, come spesso erroneamente si crede: i bambini che vanno nelle famiglie affidatarie sono bambini che altrimenti rimarrebbero nelle comunità. Meglio crescere in una comunità o in una famiglia?»
Il centro si occupa sia di affidi part-time, sia di affidi residenziali, cioè quelli in cui il bambino o l’adolescente si trasferisce a vivere stabilmente in famiglia. Tutti possono prendere in affido un bimbo: famiglie, coppie, single. Dal 1998 ad oggi sono 476 gli affidamenti familiari realizzati; al 31 ottobre di quest’anno sono 44 gli affidi attivi, di cui solo 3 quelli part-time. 24 sono bambini e ragazzi italiani, 7 sono stranieri e 13 minori stranieri non accompagnati. I bambini ed i ragazzi in affido hanno un’età prevalente tra i 6 ed i 14 anni, ma tanti sono anche i ragazzi di 17 anni.
«Cosa mi ha spinto a prendere un bambino in affido benchè abbia già due figli miei? La voglia di dare a questi ragazzi un futuro migliore» dice Giuseppe Severi, uno degli affidatari. «Noi ormai ci definiamo nonni affidatari – raccontano Piero e Paola Pierattini - Abbiamo accolto un ragazzo albanese 17 anni fa: era in Italia da tre giorni, non parlava la nostra lingua. Ora è un uomo di 31 anni, sposato, con un figlio di 3 anni che ci chiama nonni. Sentirsi chiamare così è per noi una felicità immensa, la più grande gratificazione che abbiamo avuto da questa esperienza immensa».
«Noi abbiamo iniziato con un ragazzo di 16 anni, albanese, ma, a differenza delle solite procedure, avevamo conosciuto il ragazzo in una casa famiglia e dopo ci siamo rivolti al centro per prenderlo in affido – raccontano Laura e Remo De Marco - Ora è un uomo di 29 anni con una sua compagna ed i nostri rapporti sono fortissimi. Poi abbiamo deciso di chiedere un nuovo affido, stavolta un bambino italiano di un anno e mezzo che è sempre con noi ed ora ha 9 anni. Anche noi abbiamo due figli naturali, ma completare la nostra felicità rendendo felice un altro bambino è l’emozione più grande».
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