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Pistoia

Sport: il dramma degli impianti

Sport: il dramma degli impianti

Mentre il Legno Rosso chiude la Regione si riprende i soldi per la tensostruttura da costruire

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PISTOIA. L’impiantistica sportiva cittadina è da sempre uno dei grossi talloni d’achille per lo sviluppo di ogni tipo di disciplina a Pistoia. Strutture già esistenti che devono chiudere per certificazioni che mancano e altre sulla carta da anni che non riescono a vedere la luce. È il caso della “tensostruttura” che Provincia, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio dovevano realizzare nella proprietà dell’istituto agrario “Barone de’ Franceschi” in via Dalmazia, e che ancora è ferma su di un binario morto con la Regione che, temporaneamente, ha tolto il proprio finanziamento visto che di lavori per ora non ce n’è traccia. Per non parlare della vicenda Legno Rosso, con la palestra per boxe (vedi articolo a parte), arrampicata e danza a corpo libero che è chiusa per verifiche di antincendio.

Istituto agrario. Il sasso nello stagno del silenzio lo ha lanciato, la scorsa settimana, il mister dell’Hockey Club Pistoia Filippo Treno che ha rinunciato ad allenare la squadra di Serie A Indoor perché «ancora una volta le amministrazioni pubbliche hanno disatteso gli impegni presi per dotarci di un impianto che ci consenta di giocare e allenarci nella nostra città». La casa dell’hockey, così come quella del calcio a 5, doveva essere la tensostruttura già progettata nei pressi della scuola agraria. Una palestra 40 metri per 20 che aspetta di essere costruita dal 2012 e sulla quale c’era un finanziamento di 150mila euro da parte della Regione, mentre il Comune partecipava per 100mila euro e i restanti 200mila euro circa li metteva la Fondazione Cassa di Risparmio. Fatto sta che, finora, per vincoli di natura burocratica (è un’opera pubblica da realizzare in un terreno privato, in più è stato cambiato il progetto iniziale) la palestra è rimasta sulla carta e visto che il finanziamento scadeva a fine anno, la Regione si è ripresa i soldi. È vero che la promessa è quella di ridare alla Provincia quanto pattuito a partire da marzo, però c’è sempre il rischio che qualcosa possa andare storto e di sicuro quest’opera difficilmente prima di un anno e mezzo potrà vedere la luce. Nel mentre Hc Pistoia, Futsal Pistoia (che gioca in casa a Casalguidi) e altre società sono costrette a emigrare altrove.

Legno Rosso. Anche qui c’è di mezzo la burocrazia. La zona, in gestione al Futsal Pistoia ma di proprietà del Comune, è stata oggetto di sopralluogo dei vigili del fuoco che hanno riscontrato delle irregolarità per quanto concerne l’antincendio. «La legge è di duplice interpretazione – spiega il presidente del Futsal Luca Pullerà – perché le palestre sopra i 200 metri quadri e con presenza di pubblico devono rispettare le norme antincendio. Qui siamo sopra quella cifra per la metratura, ma l’uso dell’immobile è privato e non ci sono spazi per il pubblico. Aspettiamo quello che deciderà il Comune, visto che siamo solo gestori e non possiamo fare niente di più per il momento, con la speranza che il tutto si possa sbloccare a breve, altrimenti dovranno intervenire con lavori più importanti che necessitano investimenti e tempi lunghi». La pizzeria resta chiusa, visto che quei locali sono stati esclusi dal bando di gestione della zona, ma almeno sono stati spesi 6mila auro per il ripristino dell’impianto di illuminazione al campo di calcio a 11.

Saverio Melegari

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