Sicurezza
Caselli, sopralluogo dei tecnici regionali
QUARRATA. Sopralluogo della Regione all’ex ospedale Caselli di Quarrata. Già stamani i tecnici del settore pianificazione e organizzazione degli investimenti in sanità, dovrebbero venire in città per...
QUARRATA. Sopralluogo della Regione all’ex ospedale Caselli di Quarrata. Già stamani i tecnici del settore pianificazione e organizzazione degli investimenti in sanità, dovrebbero venire in città per ispezionare lo storico edificio. Il pasticcio combinato a livello locale sul Caselli è sotto la lente d’ingrandimento della Regione e della Commissione d’inchiesta sulle operazioni immobiliari Asl.
E da Firenze c’è chi “bacchetta” il direttore generale dell’Asl3 di Pistoia, Roberto Abati, per i grossolani errori commessi e per l’omissione di alcune importanti comunicazioni. Si tratta del consigliere regionale Marco Carraresi (gruppo Unione di centro, membro della commissione d’inchiesta sulle proprietà Asl, della commissione sanità, e segretario dell’ufficio di presidenza). Perché Abati fornisse i documenti richiesti dalla Commissione d’inchiesta regionale, ci sono voluti quasi quattro mesi. «Solamente in data 17 novembre – scrive Carraresi - è stato possibile ricevere dalla direzione aziendale una nota sufficientemente dettagliata. La suddetta nota, oltre ad essere caratterizzata da evidenti e grossolani errori omette però totalmente di comunicare alla commissione quanto avvenuto, anche recentemente, nei rapporti con l’amministrazione comunale di Quarrata. Ciò – continua Carraresi - risulta tanto più grave in quanto tali informazioni erano state espressamente richieste».
Una omissione simile a quella contestata lunedì da Fiorello Gori, consigliere comunale di maggioranza, al sindaco, in merito alla lettera di Abati inviata a Mazzanti il 21 ottobre scorso. In questa missiva il dg avverte il Comune delle conseguenze che avrà la decisione di non cambiare la destinazione d’uso al Caselli, come invece la giunta Mazzanti si era impegnata a fare con la delibera numero 40 di aprile. Solo un mese dopo però, il 17 novembre, fa notare Carraresi, Abati omette di comunicare alla Regione proprio quelle modifiche radicali su cui il 21 ottobre il direttore Asl aveva messo in guardia l’amministrazione. (b.f.)
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