Pochi posti letto e personale ridotto all’osso
Il Comitato regionale emergenza sanitaria mette sotto accusa il nuovo ospedale di Pistoia
PISTOIA. Posti letto insufficienti, così come gli operatori sanitari, costretti a turni massacranti o a rinunciare ai riposi previsti per legge. E le liste di attesa per esami ed interventi importanti sono lunghissime, mentre i ticket aumento e una fetta sempre maggiore di popolazione rinuncia alle cure perché non può permettersi di ricorrere al privato. Le accuse al nuovo ospedale di Pistoia arrivano dal Crest, il Comitato regionale emergenza sanitaria Toscana, una rete di 13 movimenti e comitati di cittadini sparsi in tutta la regione che dal 2011 si batte per la salvaguardia del diritto alla salute, ed in particolare per la salvaguardia dei servizi socio-sanitari nelle zone marginali.
Il Crest è fortemente preoccupato per ciò che sta avvenendo, o meglio, non avvenendo in provincia di Pistoia. «A sei mesi dalle elezioni amministrative che hanno visto l’elezione di nuovi amministratori, infatti, non è ancora stata convocata la nuova Conferenza dei sindaci per monitorare e discutere gli esiti della riorganizzazione sanitaria ai sensi della delibera di giunta regionale 1235/2012 che ha cambiato volto alla Sanità in Toscana – denuncia il Crest – Nella delibera 2 del giugno 2013 con la quale si è attuata tale riorganizzazione nella Asl3 di Pistoia, i sindaci hanno firmato un documento in cui si impegnavano a fare un monitoraggio dei risultati entro il 31 dicembre 2013. È passato un anno, un intero anno».
Nel frattempo il Comitato ha inviato un documento a tutti i sindaci della provincia: sotto accusa l’ospedale San Jacopo. «Un “gioiello” con alti costi di costruzione e gestione fissi previsti nella finanza di progetto. Il peso del project financing ricade ovviamente sulle spalle dei contribuenti oggi e per i prossimi 19 anni, ed i costi sono pagati doppiamente dai cittadini delle aree montane o periferiche della provincia che hanno visto tagliare reparti e servizi nei loro territori a favore del presidio di Pistoia, il quale comunque presenta problemi continuamente denunciati dall’intersindacale medica e dagli utenti. Le rassicurazioni e le smentite dell’azienda sanitaria a poco valgono. Il San Jacopo è un ospedale organizzato per intensità di cura che dovrebbe occuparsi solo della fase acuta, con una forte integrazione ospedale-territorio (per il post degenza) che purtroppo fa acqua da tutte le parti».
Poi il Crest passa ad analizzare nel concreto le criticità dell'ospedale San Jacopo. «I posti letto in provincia di Pistoia sono insufficienti: 2,33 ogni mille abitanti, quando la Regione ne prevede 3,15 ed il Ministero 3,75 ogni 1.000 abitanti. La carenza di personale, aggravata dal blocco del turn over, è ormai endemica ed il precariato dilaga. Gli operatori sanitari sono costretti a turni massacranti o a rinunciare ai riposi previsti per legge. Le liste di attesa per esami ed interventi importanti sono lunghissime ed intanto i ticket aumento e una fetta sempre maggiore di popolazione rinuncia alle cure perché non può permettersi di ricorrere al privato. La Asl 3 ha deciso recentemente di smaltire le liste attraverso convenzioni con strutture private che impoveriscono la sanità pubblica. L’ospedale San Jacopo sta fagocitando i due presidi ospedalieri di Pescia e di San Marcello. Dovevano essere messi in rete, ma in realtà tutto è accentrato a Pistoia e a spostarsi sono i cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google