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Maggioranza divisa sull’ospedale Caselli

Maggioranza divisa sull’ospedale Caselli

Il consigliere Gori parla di «carte nascoste». Intanto il sindaco annuncia la revoca del protocollo d’intesa con l’Asl

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QUARRATA. Il sindaco Marco Mazzanti accusato dall’interno della sua stessa maggioranza di aver nascosto l’esistenza di alcune carte sulla vicenda Caselli – Casa della salute. Il primo cittadino tace di fronte alle accuse mosse dal consigliere Fiorello Gori, lista Per Quarrata, e intanto annuncia la revoca della delibera di giunta dello scorso aprile in cui si impegnava con l’Asl a cambiare la destinazione d’uso dell’ex ospedale di via Larga per consentire all’azienda sanitaria di mettere in vendita l’immobile.

Quello di lunedì sera è stato un consiglio infuocato. Cominciato con Gori che legge un comunicato stampa del Comitato salviamo il Caselli, in cui emerge che i soldi per finanziare la ristrutturazione del vecchio ospedale ci sono (a differenza di quanto sostiene Asl), è finito con un’altra accusa, quella mossa dal sindaco all’azienda sanitaria. «Se la Casa della salute a Quarrata ora non ce la fanno la colpa è solo dell’Asl. Il sindaco della città – dice Mazzanti – non costruisce né ospedali né case della salute. Il sindaco si mette la fascia tricolore e va a tagliare il nastro». Durissime le parole di Gori, (ancora) consigliere di maggioranza, verso il governo locale, a cui si aggiunge la denuncia di Anna Ciervo, gruppo misto. «In data 20 novembre – spiega Gori – io e la consigliera Ciervo ci siamo incontrati nella stanza del sindaco, dove oltre a Mazzanti c’erano anche il vicesindaco (Gabrile Romiti, ndr) e il capogruppo del Pd (Gabriele Giacomelli, ndr). Ho chiesto se c’erano stati dei cambiamenti rispetto al 29 settembre (quando venne approvata all’unanimità una mozione che impegnava il sindaco a chiedere all’Asl che la Casa della salute fosse realizzata nella parte monumentale del Caselli,ndr). Mi ha risposto che non c’era nessuna novità». Eppure un mese prima, il 21 ottobre, come pubblicato venerdì scorso dal Tirreno, il direttore generale dell’Asl3 Roberto Abati aveva scritto al sindaco una lettera, considerata “intimidatoria” dal Comitato. Nella missiva, Abati mette in guardia Mazzanti sulle conseguenze della radicale modifica dei patti stretti ad aprile, quando la giunta approvò la delibera 40 (su cui adesso è stata annunciata la revoca) impegnandosi a “valorizzare” il Caselli. L’intesa è stata stravolta dalla mozione approvata il 29 settembre, anche se il cambio di destinazione d’uso sarebbe potuto avvenire solo con la votazione del consiglio comunale. Il direttore avverte inoltre l’amministrazione del rischio di vedersi richiedere i danni da Nicola Gemignani-Casa selezione, che ha vinto la procedura aperta dell’Asl per la realizzazione della Casa della salute, e dei tempi lunghissimi per ristrutturare il Caselli. Secondo Gori il comportamento del sindaco è stato «intollerabile» e, avverte, «avrà conseguenze nel proseguo della nostra attività consiliare».

Beatrice Faragli

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di Redazione web