Gioco
Scontro sui recuperi delle ore di lavoro medici contro l’Asl
L’Intersindacale attacca: c’è chi ne accumula a centinaia ma la direzione fa recuperare solo quelle dei giorni di festa
PISTOIA. Si apre un nuovo fronte di scontro tra la direzione dell’Asl e l’Intersindacale medici di Pistoia, l’organismo che riunisce nove sigle sindacali dei medici ospedalieri. Questa volta si tratta dei recuperi delle ore di lavoro in più effettuate dai medici. L’Intersindacale denuncia la scelta della direzione Asl di consentire il recupero solo delle ore in più effettuate nei giorni festivi e non di tutte le ecedenze orarie effettuate.
Un grosso problema, secondo l’Intersindacale, perché “si parla anche di centinaia di ore a professionista, che vengono azzerate a fine anno”: oltre al lavoro in più, quindi, anche la beffa di non vederselo riconosciuto. Di qui l’orientamento dell’Intersindacale, che consiglia ai propri aderenti “di attenersi all'orario contrattualmente definito anche se questo comporterà un irrigidimento dell'organizzazione del lavoro di tutti i reparti ed inevitabili disagi soprattutto laddove vi sono le maggiori carenze di personale”. Insomma, non è una dichiarazione di guerra ma certamente un annuncio di ostilità.
“Il recupero di tale eccedenza oraria – si legge ancora nella nota sindacale – è avvenuto, fino ad oggi, attraverso la fruizione di giorni di assenza dal lavoro, sempre concordati con i responsabili dei servizi, e sempre a patto che non vi fossero riduzioni di attività assistenziali”.
Su questo meccanismo è intervenuta la direzione aziendale, consentendo il recupero solo delle ore in più effettuate nei giorni festivi. E questo nonostante che “come ben sa la direzione aziendale, la maggior parte delle eccedenze orarie... si genera non nei festivi ma nel corso della settimana per motivi connessi alla tipologia del lavoro (situazioni cliniche complesse, instabili o di emergenza), all'organizzazione delle singole strutture e alla necessità di mantenere la continuità assistenziale in una condizione di cronica carenza di organico che costringe spesso i medici, nei giorni feriali, a prolungare il proprio orario di lavoro, o a sottoporsi a più turni di 12 ore consecutive durante la settimana”.
Fin qui l’aspetto di merito. Ma l’Intersindacale medica solleva anche una questione di metodo, criticando la direzione dell’Asl per l’atteggiamento che ha avuto nella vicenda.
“Nello stigmatizzare quanto sta accadendo – si legge – l'Intersindacale non può che esprimere sconcerto e preoccupazione per la reiterata incapacità al dialogo costruttivo dell'azienda non solo con i sindacati, ma anche e soprattutto col mondo professionale, con totale disinteresse per la qualità ed i volumi di assistenza necessari per soddisfare i bisogni dei cittadini. La direzione aziendale continua a perseguire un atteggiamento miope, penalizzante e squalificante verso gli operatori sanitari che erogano il servizio all'utenza, chiudendosi in una torre d'avorio di rigide regole e vincoli burocratici. L'attività medica e sanitaria non è sempre inquadrabile in schemi rigidi bensì necessita di una flessibilità che coniughi l'organizzazione del sistema con il rispetto dei tempi di riposo dei professionisti, a tutela della qualità e adeguatezza del servizio erogato al cittadino”.
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