L’estetica in aiuto alle donne operate al seno
Come trasformare i segni del tumore: l’iniziativa Penelope sarà presentata domani al Museo Marini
PISTOIA. I segni estetici delle donne operate di tumore al seno possono avere un impatto negativo sulla psiche, ma anche sulle relazioni interpersonali, lavorative ed affettive. Si tratta di effetti collaterali che in molti ospedali sono ignorati e vengono considerati inevitabili, mentre invece sono rimediabili.
Con l'iniziativa "Penelope", promossa dal gruppo della chirurgia senologica, la Asl3 cerca di mettere in evidenza anche questi problemi di solito considerati secondari e suggerire alle donne, possibili soluzioni non solo a carattere sanitario ma anche per gli aspetti estetici. Aspetti altrettanto fondamentali nel percorso di cura, perché vedere la propria immagine diversa e modificata genera disagi, rallenta il percorso di guarigione e il ritorno ad una vita normale.
L''iniziativa, nata all'interno dell'area funzionale chirurgica diretta dal dottor Sandro Giannessi, sarà per la prima volta presentata domani, dalle ore 18 alle ore 21, al Museo Marino Marini. Insieme ai medici specialisti del percorso chirurgico senologico saranno presenti, estetiste, parrucchieri, tatuatori, nutrizionisti, dermatologi, e insegnanti di varie discipline e attività sportive. Li vedremo all'opera nel mostrare come è possibile nascondere, "camuffare" e trasformare i segni del tumore: spiegheranno come si può contrastare la caduta dei capelli e le alterazioni alle unghie, migliorare il colorito della pelle, e adottare dei correttori per riconquistare la propria femminilità "ferita".
Con "Penelope" si prevede di avviare una collaborazione tra gli specialisti ospedalieri ed esperti del settore. L'operazione al seno, le cure chemioterapiche e radioterapiche, lasciano segni dentro e fuori il corpo della donna, l'intento di questo incontro è quello di andare verso la realizzazione di laboratori che le donne operate di seno se lo vorranno potranno frequentare per imparare tanti e diversi "trucchi" . «Ci vogliamo dedicare anche a questi aspetti e incoraggiare le donne, per esempio -racconta la dottoressa Prisca Nisi- una nostra paziente ha sostituito la cicatrice con un tatuaggio correttivo, ritrovando la gioia di indossare nuovamente una maglia scollata».
All'iniziativa partecipa l'Associazione "Voglia di Vivere". Sarà presente il dottor Giannessi con la sua equipé e il direttore generale Roberto Abati.
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