Sicurezza
Non si farà il parcheggio di San Bartolomeo
Il Comune di Pistoia boccia definitivamente il progetto ritenendolo incompatibile con l’interesse pubblico e con un futuro che vuole il centro storico senza auto
PISTOIA. Il Comune di Pistoia non ricorrerà in appello contro la sentenza del Tar che ha annullato la deliberazione con la quale la giunta aveva già rigettato la proposta di piano di recupero volta alla realizzazione del parcheggio dietro la Chiesa di San Bartolomeo, ritenendo fosse necessario, per assumere tale decisione, acquisire gli esiti dell'aggiornamento del Piano urbano della mobilità.
La giunta comunale ha infatti deciso di rigettare e, quindi, non adottare la proposta di piano di recupero presentata dalla Parrocchia di San Bartolomeo e dall'Asilo “Regina Margherita”, comproprietari dell'area, e dalla società per azioni Napoletana Parcheggi.
I termini entro i quali era possibile decidere se proporre appello scadevano sabato 29 novembre; venerdì pomeriggio la giunta ha deliberato di non adottare il piano attuativo di San Bartolomeo, ritenuto non conforme alla disciplina del Piano della città storica e in contrasto con l'interesse pubblico attuale.
Non conformità urbanistica. Il progetto risulta essere non conforme al Piano della città storica nel punto in cui prevede la realizzazione di 101 box-auto da vendere a privati: il piano ammette per quell’area esclusivamente parcheggi pubblici, anche interrati, mentre il progetto proposto prevedeva, oltre a 217 posti per auto e 24 per motocicli a rotazione, con tariffa autodeterminata dai proponenti, che ne avrebbero riscosso l'incasso, anche la realizzazione e la vendita di 101 box auto.
La valutazione tecnica ha inoltre mostrato come il piano presentato dai privati non persegua l'obiettivo, considerato prioritario dal Piano della città storica, di recupero e di valorizzazione di piazza di San Bartolomeo. Nel Piano, infatti, la realizzazione del parcheggio era considerata soltanto come funzionale - eventualmente - alla restituzione della piazza all'uso pedonale, indicava cioè la possibilità di recuperare in quell'area i posti auto allora presenti nella piazza - circa 50 - che sarebbero andati persi con la pedonalizzazione.
«La proposta di piano presentato dai privati – spiega il Comune – offre un progetto dettagliato del parcheggio privato, mentre non elabora nessun progetto per la piazza, ad eccezione di una planimetria e di una stima sommaria generale dei costi, pari a 863.100 euro, posti in carico al Comune di Pistoia, e attribuisce ai proponenti il solo onere di una sistemazione temporanea della piazza San Bartolomeo, per un importo pari a 70.700 euro».
Niente interesse pubblico. «Qualora fosse il Comune a sopportare i costi di restauro della piazza, così come nel piano proposto – si legge nella delibera – dall’approvazione si realizzerebbero solo il profitto del privato, con una manifesta, sperequata ponderazione degli interessi in danno della parte pubblica».
Nonostante gli ingenti profitti, pari a circa 1,5 milioni di euro, previsti al termine dell’investimento e derivanti dalla vendita dei box auto e dalla gestione del parcheggio, il Comune spiega che il progetto non contemplava l'assunzione delle spese necessarie al recupero e al restauro di piazza San Bartolomeo.
La pedonalizzazione della piazza avrebbe inoltre dovuto prevedere anche un congruo ristoro in favore del Comune per i minori incassi - circa 34.000 euro all'anno - dovuti all'eliminazione di 27 posti a pagamento: a carico del privato erano però previsti solo 15.000 euro all'anno per i primi dieci anni.
Il Comune di Pistoia ritiene quindi che oggi non vi sia più l'interesse pubblico per la realizzazione del parcheggio interrato di San Bartolomeo. «Intervento che appare, tra l'altro, allo stato, in assenza degli esiti della rivisitazione del Piano urbano della mobilità, anche incoerente con gli indirizzi del programma di mandato del sindaco, volto ad attestare progressivamente la sosta nell’area più esterna alla città murata. La realizzazione nel cuore della città storica di un’ampia dotazione di sosta, disconnessa dal sistema dei viali, produrrebbe infatti un naturale attrattore di traffico nell'area e a ridosso dei corsi che si vorrebbero invece decongestionare».
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