Toscana
Fra tornanti e barriere assenti Poi da Porretta cambia musica
PISTOIA. Come meta di un’escursione domenicale è bella, bellissima, ma che è pericolosa – indipendentemente dal mezzo che si guida – lo si capisce facilmente. Tornanti, asfalto, barriere: sono tanti...
PISTOIA. Come meta di un’escursione domenicale è bella, bellissima, ma che è pericolosa – indipendentemente dal mezzo che si guida – lo si capisce facilmente. Tornanti, asfalto, barriere: sono tanti i problemi che presenta questa strada, alcuni intrinsechi e più difficili da risolvere, altri invece che sembrano più alla portata dell’Anas.
Proviamo a individuare i guai della Porrettana in un viaggio seguendo la direzione di Bologna. A parte il primissimo tratto, la salita di Capostrada in fondo a via Adua, la strada non presenta particolari asperità. Anzi, dopo il tunnel del Signorino la maggior parte dei tratti è in discesa. Ma anche le salite non ripide che lo precedono possono trarre in inganno, soprattutto automobilisti e motociclisti, che rischiano di premere più del dovuto sull’acceleratore e trovarsi in difficoltà in uno dei tanti tornanti “secchi” che caratterizzano la strada. In particolare subito dopo la località La Cugna, poco prima del Signorino e, probabilmente il peggior tornante, i prima di Casa Lotti.
Il tratto in salita si chiude con la lunga galleria del Signorino. Una galleria a doppio senso di marcia, scarsamente illuminata, e teatro di una tragedia appena pochi giorni fa.
Passato il tunnel ecco che la strada comincia a scendere, e di fatto lo farà sino a Bologna, tranne pochi brevi pezzetti. La discesa, e la presenza di numerosi tratti dritti, possono ingannare chi viaggia, e indurlo ad andare un po’ più forte. Pessima idea. Ai tratti dritti si alternano continuamente improvvise doppie curve, che possono far perdere il controllo del mezzo, che sia a 2 o a 4 ruote. Una pericolosità che in alcune ore è anche maggiore. Al mattino per esempio, quando la strada è bagnata dalla rugiada. E per asciugarsi (anche in estate) ne serve di tempo, visto che gran parte della strada è circondata dalla valle a destra e a sinistra, e di sole ne vede pochino (la situazione migliora un po’ giusto dopo Taviano).
Abbiamo parlato di Taviano (con la strada che in un punto si restringe per la messa in sicurezza da un rischio frana), ed è un esempio perfetto di un altro pericolo, che non riguarda solo chi viaggia, anzi, È il pericolo di chi vive lungo la Porrettana, con case singole o piccoli paesi che si affacciano sulla strada.
Una situazione che dura fino al confine. Arrivati a Porretta, e quindi in Emilia, la strada cambia, con una strada nuova degna di questo nome (e il cantiere sta andando avanti). Una strada che, per esempio, permette di bypassare uno dei tratti più rischiosi della vecchia Porrettana (quello tra Porretta e Vergato). Certo, paesaggisticamente non è il massimo da vedere, ma è certamente più sicura da percorrere.
Luigi Spinosi
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