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Edilizia in crisi a Pistoia, ma nel resto d’Italia va peggio
Secondo una classifica stilata dal Sole 24 Ore sulla base dei permessi di costruire ritirati nel 2012 per ogni diecimila abitanti rispetto al 2005 a Pistoia c’è stato un calo del -60,1 per cento rispetto ad una media della Toscana del -78,8 per cento ed una nazionale del -70,5%
PISTOIA. Settore edile in crisi a Pistoia. Il numero di permessi di costruire ritirati nel 2012 per ogni diecimila abitanti, confrontati con quelli del 2005, ha subito una variazione del -60,1%. E’ questo il dato riportato dal Sole 24 Ore che ha stilato una speciale classifica sul mercato dell’edilizia in Italia mettendo a confronto tutte le province della penisola.
Ma, guardando i dati della classifica ci si accorge che Pistoia può ritenersi quasi un’isola felice visto che la media nazionale ha fatto registrare una variazione del -70,5% e che in tutte le altre province della Toscana il numero dei permessi di costruire ritirati nel 2012, rispetto a quelli del 2005, è molto peggiore e la media si attesta sul -78,8%.
Se nella speciale classifica stilata dal quotidiano economico, Pistoia si posiziona al 74° posto, tutte le altre province toscane le sono davanti e alle spalle della capolista Ferrara dove è stato registrato un -93,1%. In Toscana la maglia nera ce l’ha Grosseto con un -87,6% che la vede al quarto posto in Italia, seguita al quinto posto da Siena -87,1; quindi Arezzo (11°) -85,8; Lucca (12°) -85,5; Massa Carrara (18°) -82,1; Pisa (23°) -80,4; Livorno (39°) -75,3; Prato (41°) -74,2; Firenze (56°) -69,9.
Secondo il Sole 24 Ore in Italia si costruisce meno rispetto agli anni pre-recessione non solo per colpa del mercato in frenata ma anche per la solita burocrazia che impone almeno 233 giorni per ottenere un permesso di costruire contro i 184 in Francia e i 97 in Germania. E forse proprio per questo che il decreto sblocca Italia in fase di conversione alle Camere contiene nuove norme in questo settore per cercare di rilanciare l’avvio dei cantieri.
“Purtroppo non si può guardare al bicchiere mezzo pieno solo perché gli altri stanno peggio”, commenta Marco Ballati segretario generale della Fillea Cgil. “La crisi del settore edile è evidente e i dati della Casa edile ce lo dimostrano – continua il sindacalista – Certo, a Pistoia c’è una certa tenuta del settore grazie ad una storia che gli consente di resistere e adattarsi alle varie dinamiche economiche. Ma è innegabile che ci sia una diminuzione delle imprese attive e delle ore di lavoro. Il calo è costante anche se, per fortuna, non abbiamo mai registrato un crollo importante”. Poi una considerazione sulla statistica del Sole 24 Ore. “Si tratta comunque di dati vecchi se è vero che si riferiscono al 2012 – dice Marco Ballati – Nell’ultimo anno e mezzo il quadro non è migliorato anzi, posso dire, dal mio punto di vista, che la situazione è preoccupante. Da tempo come sindacato chiediamo un tavolo con tutti i soggetti del settore per predisporre una strategia affinchè l’edilizia possa tornare ad essere il volano per la ripresa dell’economia. Purtroppo, a oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta e si tratta, ovviamente, di una scelta politica”.
Altra considerazione è sul tipo di indagine fatta dal Sole 24 Ore. “Se i dati si riferiscono al ritiro dei soli permessi di costruire nuove abitazioni allora può anche interpretarsi come una scelta che sta emergendo un po’ dappertutto per una minore urbanizzazione selvaggia e la salvaguardia del terreno vergine – conclude Ballati – Occorrono però piani di ristrutturazioni e riqualificazioni, ed ecco perché chiediamo un tavolo con tutti i soggetti interessati, politica compresa. Il tessuto edile pistoiese ha una grande capacità imprenditoriale e molte imprese sopravvivono perché sono brave a prendere lavori pubblici fuori Provincia, visto che a Pistoia ormai non si fa più niente”.
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