Attenzione
«In 2 anni la Casa della salute»
Cialdi: «Altrimenti l’edificio sia riconsegnato ai quarratini»
QUARRATA. L’Asl 3 di Pistoia trasformi il Caselli nella Casa della salute entro 2 anni oppure riconsegni gratuitamente l’edificio alla cittadinanza. Questo l’ obiettivo che il gruppo d’opposizione “Insieme per Quarrata” -attraverso la mozione che sarà portata in consiglio comunale domani sera - chiede al sindaco Marco Mazzanti, alla sua giunta e all’intera assemblea di impegnarsi ad ottenere dall’azienda sanitaria locale.
Nella stessa serata è fissata anche una fiaccolata (con ritrovo alle 20 davanti all’ex ospedale) per salvare il Caselli dall’ipotesi di una vendita ai privati avanzata dall’Asl, proprietaria dello storico immobile di via Larga. Per farlo, l’azienda sanitaria ha bisogno del cambio di destinazione d’uso dell’edificio, finora vincolato alle sole funzioni socio sanitarie. Il vincolo, si ricorda nella mozione di “Insieme per Quarrata”, era previsto dall’atto stesso di donazione del Caselli con cui, nei primi anni Novanta,il Comune trasferì la struttura all’Asl 3 di Pistoia proprio perché sanitaria. Un secolo prima l’edificio era stato donato alla cittadinanza di Quarrata da Giovambattista Caselli. Per questo, ora che l’azienda ha espresso l’intenzione di liberarsene mettendolo sul mercato, il capogruppo d’opposizione Alessandro Cialdi e i consiglieri Giorgio Innocenti e Rossano Rossi ne chiedono la restituzione ai “legittimi proprietari”.
A battersi affinché l’ex ospedale, oggi ridotto a un guscio vuoto e abbandonato, non sia venduto e resti a beneficio della collettività, sono anche i quasi 3600 cittadini che negli scorsi mesi hanno sottoscritto la petizione per salvare il Caselli. Fu proprio la vicenda dell’ex ospedale, nel maggio scorso, a creare una spaccatura all’ interno della maggioranza di centrosinistra. Fiorello Gori, lista Per Quarrata, e Anna Ciervo, gruppo misto, in primavera si sono infatti schierati a difesa del Caselli. «L’immobile – sostenevano i due consiglieri di maggioranza –deve restare patrimonio storico e sociale della città, nel rispetto della volontà di chi ha ne fatto dono alla collettività».
Una presa di posizione arrivata a seguito dell’approvazione da parte della giunta Mazzanti di un protocollo d’intesa con l’Asl che rappresentava un impegno formale ma non vincolante al cambio di destinazione d’uso da parte del Comune e alla realizzazione (non al Caselli ovviamente) della Casa della salute entro la fine del 2016. La faccenda attualmente è congelata. Mazzanti ha più volte ribadito di non aver preso decisioni. Intanto l’Asl tace sia sul bando chiuso oltre un anno fa per individuare il costruttore del nuovo centro socio sanitario sia sul futuro del Caselli.
Beatrice Faragli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google