Sicurezza
Gravissimo dopo una sbandata in curva
Michele Busi, di 42 anni, in prognosi riservata a Careggi: il motociclista partecipava a un raduno di appassionati di Yamaha
SAMBUCA. Stavano andando a Sasso Marconi. Lui, Michele Busi, 42 anni, di Casciavola (frazione di Cascina) e un gruppo di amici, una decina in tutto. Ad unirli una passione comune, quella per un particolare tipo di moto, la Yamaha Mt-09. Attraverso il forum “Mt-09.it” avevano deciso di ritrovarsi, dalla Toscana e da altre parti d’Italia, a Sasso Marconi, pranzare e poi continuare la giornata sulle due ruote in giro per i colli toscani. Busi ora sta lottando tra la vita e la morte in prognosi riservata a Careggi. È rimasto vittima di un bruttissimo incidente tra Corniolo e Bellavalle, sulla Ss 64 statale Porrettana, nel comune di Sambuca Pistoiese. Il suo cuore si è fermato più volte, i medici hanno praticato sia il massaggio cardiaco manuale che quello con il defibrillatore Lukas, e quando i battiti sono ripresi è stato trasferito con l’elisoccorso a Careggi, in prognosi riservata.
La moto di Busi - perito informatico, sposato e con un figlio di 6 anni - è slittata imboccando una curva e il centauro ha picchiato la testa contro un muretto in cemento. L'incidente è avvenuto intorno alle 8,50. Busi ha fatto tutto da solo, non era un tratto di strada con problemi di buche e non c'erano sostanze oleose. Da appurare se in quel tratto l'asfalto fosse magari ancora umido dalla notte. Secondo quanto hanno riferito gli amici il motociclista non stava andando a forte velocità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Sambuca che hanno rilevato tutti i segni lasciati sull'asfalto dalla moto. Busi avrebbe preso male la curva e la parte posteriore della Yamaha è slittata via. La moto ha roteato per una ventina di metri, mentre il motociclista finiva la sua corsa su un muretto in cemento a lato della strada. Nonostante indossasse il casco l'impatto è stato tremendo. Mentre la parte anteriore della moto è rimasta praticamente integra, quella posteriore si è frantumata: la sella a lato della strada, la targa anche, e vari pezzi disseminati sulla carreggiata.
Il gruppo di motociclisti partiti nella prima mattinata con Busi si è fermato e ha chiamato il 118. Nell’impatto il casco, integrale, ha perso la visiera. Quando la dottoressa del 118 gliel’ha tolto ha notato che era in corso un’otorragia (perdeva sangue dalle orecchie). Busi presentava i segni di un grave trauma cranico, di un probabile trauma toracico e aveva una frattura alla gamba destra. Sul posto, oltre l’automedica, si sono recate un'ambulanza della Misericordia di Porretta e una della Misericordia di Candeglia, insieme ai carabinieri per i rilievi e alla Polizia municipale di Sambuca per fermare il traffico. Si è formata una lunga coda in entrambe le direzioni che ha raggiunto quasi i due chilometri.
Il cuore del centauro si è fermato più volte: due volte sulla strada, altre due volte sull'ambulanza che lo trasportava al rendev vous con l'elisoccorso Pegaso, al campo sportivo di Ponte alla Venturina. È stato rianimato, sia con il massaggio cardiaco manuale che con il defibrillatore Lukas. Il medico dell'elisoccorso è stato calato giù sulla strada: doveva accertarsi - come da prassi - delle condizioni del ferito e se fosse necessario trasportarlo con l'elicottero a Careggi. Al campo sportivo Busi è stato anche sottoposto a tracheotomia. In tutto, le operazioni di rianimazione sono proseguite per circa due ore e mezza. Poi, è stato trasportato al Pronto soccorso dell'ospedale fiorentino.
Sul bordo della strada è rimasto il gruppo di motociclisti che viaggiva insieme a Busi. Hanno fornito la loro testimonianza ai carabinieri. «Avevamo fissato il punto d'incontro a Sasso Marconi - racconta uno di loro - siamo in contatto tramite un forum "Mt-09.it". Oggi dovevamo essere una trentina». Busi e un amico erano partiti da Bientina e si erano riuniti ad un'altra decina di motociclisti sulla Porrettana. Il gruppo procedeva in direzione di Sambuca quando, tra Corniolo e Bellavalle, è avvenuto il drammatico incidente. «Ha sbandato in curva, ha fatto tutto da solo, ma non andava a forte velocità. Queste protezioni tipo staccionata, in cemento - affermano- non sono a norma. E neanche - aggiungono indicando una porzione di guard rail sull'altro lato della strada - questi guard rail. Sul cemento ti spacchi la testa, il guard rail te la taglia. In tutt'Europa hanno dei guard rail in legno, chiusi sotto».
Non era la prima volta che il grupposi ritrovava per una giornata al passo della Collina. «C'eravamo già stati il 28 agosto, anche se non eravamo un vero e proprio gruppo di amici, piuttosto appassionati dello stesso tipo di moto». Una passione condivisa da Busi.
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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