Sicurezza
I profughi in paese dal primo ottobre
MARESCA. Dal 1° ottobre arriveranno a Maresca 18 migranti africani nell’ambito del piano di accoglienza disposto dal Ministero dell’Interno. Ne dà conferma il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio,...
MARESCA. Dal 1° ottobre arriveranno a Maresca 18 migranti africani nell’ambito del piano di accoglienza disposto dal Ministero dell’Interno. Ne dà conferma il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio, che ieri ha ricevuto notizia ufficiale dalla cooperativa sociale “Gli altri” di Pistoia, una delle vincitrici il bando predisposto dalla Prefettura di Pistoia, che si occuperà della gestione dei migranti.
Le 18 persone in arrivo, di cui non si conosce ancora la nazionalità, saranno alloggiate all’albergo Tesi. «I migranti arriveranno dal 1° ottobre – spiega il sindaco, Silvia Cormio – si tratta di persone disperate, che fuggono dal loro Paese per scampare alla guerra. Credo che sia doveroso dare loro accoglienza, pur coi dovuto accorgimenti e garanzie per i nostri paesi. 18 persone sono un numero congruo. Capisco una certa diffidenza da parte degli abitanti locali – conclude– per questo, domani 27 settembre alle 16,30 ho convocato un’assemblea pubblica nella sala Coop di Maresca cui sarà presente anche il presidente della cooperativa Gli Altri, Aurelio Grecomoro, per parlare con la popolazione e spiegare le modalità di accoglienza». Si ricorda che già nella primavera 2011 il territorio di San Marcello ospitò una quarantina di profughi tunisini, allora alloggiati nella casa vacanza della curia a Lizzano. «Siamo in una fase di emergenza – spiega Grecomoro – queste persone sbarcano in Italia, dunque devono essere gestite affinché possano integrarsi al meglio». L’intento è di formare dei piccoli gruppi di migranti, spalmandoli sul territorio provinciale, per evitare l’arrivo di bombe sociali, specie in piccoli paesi come Maresca. «I migranti, quando arrivano in struttura, sono già stati sottoposti a tutte le visite e vaccinazioni– prosegue Grecomoro – molti di loro provengono dai centri di accoglienza presenti sul territorio italiano. Il nostro compito è di avviarli ad un percorso di educazione alla cittadinanza italiana, attraverso attività fra cui lo studio della lingua italiana e corsi di economia domestica, per favorire l’integrazione e dare loro gli strumenti per trovare un lavoro ed affrontare il futuro sul territorio europeo». (e.v.)
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