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Pistoia

Cardiopatico morì dopo il taglio del cavo salvavita: infermiera a processo

Cardiopatico morì dopo il taglio del cavo salvavita: infermiera a processo

Pistoia, la dipendente Asl, 59 anni, dovrà rispondere di omicidio colposo per la morte di Roberto Sibaldi, il 20 marzo 2012 all’ospedale del Ceppo

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PISTOIA. Si farà il processo per la morte di Roberto Sibaldi, il cardiopatico di 69 anni che il 20 marzo 2012 morì al pronto soccorso dell’ospedale del Ceppo, dopo che una infermiera, per errore, recise il cavo di alimentazione della pompetta cardiaca artificiale che lo teneva in vita. L’uomo era in preda ad un grave scompenso cardiaco, ma dopo il taglio del cavo (l’infermiera lo stava liberando dei pantaloni per inserirgli un catetere), l’uomo è morto in pochi minuti.

Il giudice per l’udienza preliminare Roberto Tredici ha rinviato a giudizio l’infermiera dell’Asl, Rita Murgia, 59 anni: dovrà rispondere di omicidio colposo. La prima udienza del processo si terrà il 17 dicembre prossimo.

L’Asl si è costituita in giudizio come responsabile civile, mentre parti civili sono i familiari della vittima: la moglie e i due figli, Alessandro e Linda. «Sono soddisfatta della decisione del giudice – ha dichiarato quest’ultima – e voglio che per la morte di mio padre ci sia un processo. Non mi interessano i soldi, voglio soltanto giustizia».

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