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Pistoia

Scuola, caso Petrocchi: «I genitori contro? Attacco vergognoso»

Scuola, caso Petrocchi: «I genitori contro? Attacco vergognoso»

Pistoia, la preside Pastacaldi replica alle famiglie che la criticano: «Da sempre cerco solo il bene della scuola». Un genitore sulla nostra pagina Facebook: «Basta col farsi la guerra, uniamo le forze»

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PISTOIA. Da tempo il liceo artistico “Petrocchi” di Pistoia è alle prese con un problema di mancanza di aule per i propri studenti, numericamente cresciuti negli ultimi anni. Seguono incontri della dirigenza dell’istituto con la Provincia, ne scaturiscono soluzioni che non soddisfano la preside Elisabetta Pastacaldi e si tengono iniziative e cortei di protesta in città da parte della scuola. A maggio scorso nasce anche un Comitato di rappresentanza dei genitori degli alunni appositamente per affrontare la questione.

Due giorni fa al nostro giornale è giunta una lettera da parte di cinque genitori di ragazzi del “Petrocchi” (lettera firmata, con i cinque che scrivono di parlare anche a nome di altre famiglie che preferiscono non dare le generalità). Scrivono che «mai nessun comitato spontaneo ha accusato la Provincia di disinteresse e inoperosità, mai nessun genitore ha richiesto riunioni generali presso la scuola d’arte per discutere i problemi degli ambienti scolastici». Controbatte adesso alla missiva il Comitato genitori, che in una propria nota scritta fatta pervenire in redazione «smentisce di essersi mai pronunciato contro la Provincia, responsabile di non essere riuscita a reperire negli ultimi anni una succursale idonea» sottolineando che «i genitori hanno richiesto più volte e ottenuto di poter svolgere assemblee all’interno della scuola come documentato dagli articolo dei quotidiani locali».

Riguardo alle scelte organizzative gestionali della scuola, citate nella lettera dei cinque, il Comitato evidenzia che «nulla hanno a che vedere con la carenza di locali che non è certo dovuta a errori di gestione da parte della dirigente bensì all’inadempienza degli organi preposti». Il sodalizio dichiara che preside e genitori sono consapevoli delle spese sostenute dalla Provincia per gli affitti delle sedi succursali, osservando però che la succursale “Bolognini” «è un’ex falegnameria inadeguata sotto il profilo dell’igiene e della sicurezza tanto che il 13 settembre 2007 i docenti hanno firmato una denuncia alla procura della Repubblica». Il Comitato non accetta dunque di sentir parlare di «una politica scolastica basata sulla quantità degli iscritti e non sulla qualità dell’insegnamento» rinfacciata dai cinque genitori a Pastacaldi, sostenendo invece che «la scuola è gettonata perché funziona molto bene come dimostrato da tutte le attività svolte e dai numerosi riconoscimenti che gli studenti ottengono», da qui l’affondo: «I cinque genitori che non sono soddisfatti della didattica possono sempre cambiare istituto, se i loro figli rimangono forse è perché si trovano bene e perché la didattica è soddisfacente». Il sodalizio fa dunque quadrato attorno alla dirigente che «ha solamente avvisato i genitori della difficoltà che la scuola attraversa per l’inadeguatezza dei locali», mentre riguardo alla missiva Pastacaldi dichiara: «La carenza di spazi mette la mia persona, in quanto responsabile prima della sicurezza, in grave difficoltà. Mi chiedo perché i cinque genitori non siano intervenuti democraticamente alle riunioni del Comitato né abbiano mai espresso neppure a me le loro perplessità. Questa lettera è un vero e proprio attacco nei confronti della mia persona, lo ritengo vergognoso in quanto la mia unica colpa è perseguire il benessere della scuola e degli studenti».

  • Sul caso, interviene, attraverso un post sulla nostra pagina Facebook, una lettrice. Ecco la sua riflessione, che invita a unire le forze anziché a "farsi la guerra".
 

 

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