Italia
Satis, spiraglio per la solidarietà
L’azienda disponibile a valutare l’alternativa alla cig, ma la strada resta in salita
QUARRATA. L’esigenza per la Satis spa di Casini resta quella di ridimensionare l’azienda attraverso il licenziamento della metà dei dipendenti, ma nell’incontro di ieri con i sindacati la proprietà ha anche proposto la costituzione di una commissione tecnica bilaterale (di cui faranno parte alcuni lavoratori oltre a Cgil e Cisl) per valutare la possibilità di ricorrere al contratto di solidarietà chiesto dagli operai.
Un’apertura lieve quella ottenuta dai sindacati durante l’ultimo incontro in Confindustria con i vertici aziendali della società di divani. Il futuro per 25 dipendenti (sui 50 totali) a rischio licenziamento sarà discusso il 30 settembre in un nuovo confronto tra la proprietà, nella persona di Vando Mantellassi, e i sindacalisti. In quella data è infatti fissato il tavolo tecnico per esaminare la fattibilità del ricorso al contratto di solidarietà: che escluderebbe definitivamente gli esuberi annunciati lo scorso luglio. Resta però il fatto che, nonostante l’apertura, l’azienda abbia comunque ribadito l’esigenza di tagliare il numero di addetti. «Il mantenimento dell’ipotesi dei licenziamenti come unica soluzione alla crisi in atto è una posizione assolutamente ideologica – spiega Marco Ballati, segretario provinciale Fille Cgil - anche alla luce – sottolinea - della commissione tecnica proposta dall’azienda, commissione a cui non ci sottraiamo. La proposta dovrà comunque essere portata prima al vaglio dell’assemblea dei lavoratori. In questo periodo storico – continua Ballati - è necessario abbandonare l’idea che i licenziamenti possano servire a gestire la crisi, per riappropriarsi invece della prospettiva che solo la rinuncia del taglio al personale può dare».
«Ritengo positiva la disponibilità da parte dell’azienda a costituire una commissione tecnica ma con riserva – commenta Daniele Vaccaro, Filca Cisl – Restiamo dubbiosi sulla buona riuscita della cosa. Se al tavolo si dovesse rivelare fattibile il ricorso al contratto di solidarietà e l’azienda decidesse comunque di non ricorrervi, le tensioni si alzerebbero ulteriormente. Nonostante la proposta di una commissione – ribadisce Vaccaro – la proprietà oggi (mercoledì 24 settembre, ndr) continua a dire che c’è l’esigenza di ridimensionare l’azienda. Da un punto di vista economico sappiamo già che il contratto di solidarietà risulta più vantaggioso rispetto alle altre ipotesi». Da valutare all’interno della commissione sarà dunque «la possibilità di impiegare tutti i lavoratori nei vari reparti in base alle necessità di produzione». Venerdì Cgil e Cisl incontreranno i lavoratori Satis per discutere dell’esito dell’ultimo incontro in Confindustria. Il 2 ottobre invece è fissato il tavolo provinciale che dovrebbe chiudere la vicenda (con l’accordo o il mancato accordo), anche se non è escluso che il termine per le trattative venga prorogato.
Beatrice Faragli
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