Il Tirreno

Pistoia

Rete Welfare per aiutare i dipendenti

di Pasquale Petrella
Rete Welfare per aiutare i dipendenti

Sono circa settecento le persone coinvolte e tre le ditte promotrici: Copit, Call&Call e Terme di Montecatini

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PISTOIA. «L'obiettivo è quello di far sì che i soggetti coinvolti dall'utilizzo di questi servizi possano trovarsi una mensilità extra in tasca nell'arco di un anno». Marcello Gozzi, direttore di Confindustria Pistoia e Prato è pratico ed ottimista anche se ammette che «sarà importante allargare ancora di più la base e aprire, dove possibile, anche al settore pubblico».

Il progetto Rete Welfare Toscana nasce nell'ambito del progetto "Welfare aziendale 2.0" finanziato con i fondi regionali previsti con una legge di undici anni fa e per ora coinvolge circa settecento dipendenti grazie all'accordo fra le tre aziende che l'hanno costituita, ovvero Call&Call, Copit e Terme di Montecatini. La Rete Welfare consente ai dipendenti delle tre imprese di accedere a beni e servizi di qualità e a condizioni convenzionate attraverso lo strumento di un portale dedicato (www.retewelfare.it), si parla di sconti dal 10 al 20 per cento.

Ieri mattina la presentazione in Confindustria alla presenza di tutti i soggetti che collaborano a questa iniziativa: Cisl, Confindustria Pistoia, Confcooperative Pistoia, Legacoop e Comune di Pistoia con il partenariato della Camera di Commercio.

«Dopo la positiva esperienza del progetto Job&Life a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori, per facilitare la gestione della vita privata quotidiana, individuando quelle necessità che non vengono soddisfatte da servizi pubblici, oggi andiamo oltre e proponiamo Rete Welfare - dice Barbara Agrestini, dirigente di Confindustria Pistoia - Siamo partiti con due convenzioni con Data Medica Montecatini e Villa Maria di Pistoia, poi si sono aggiunte Alice.Pi Abbigliamento bimbi, Terme di Montecatini e Ipac Italy articoli per la casa, ma siamo in stretto rapporto con Confcommercio per poter avere al più presto delle nuove convenzioni».

«Nuove convenzioni con ditte che propongono prodotti di qualità e che dovranno essere da noi approvate - dice Umberto Costamagna, fondatore e presidente di Call&Call - Vogliamo creare un marchio di garanzia affinchè gli associati possano acquistare beni di qualità e a prezzi scontati. Il potere di acquisto dei dipendenti è sempre più basso, i salari sono sempre più rosicchiati e fare rete per vivere meglio dovrebbe essere la cosa più banale che si possa dire e fare anziché viverla come un evento eccezionale. Come Call&Call abbiamo aderito subito a questo progetto di Confindustria Pistoia visto che avevamo già avuto una esperienza positiva col gruppo di acquisto solidale per i nostri dipendenti: compravamo beni all'ingrosso per offrirli ai nostri dipendenti a costi più bassi rispetto a quelli di mercato. Siamo convinti che se i nostri dipendenti stanno bene, sta bene anche l'azienda ed ecco perché siamo pronti a mettere a disposizione gratuitamente i locali nella nostra azienda dell'ex asilo nido per un eventuale uso da parte di chi volesse gestirlo. Lavoriamo in sette province d'Italia e siamo consapevoli che l'etica dell'economia non sia un freno bensì un acceleratore per le aziende".

Ed è proprio sull'etica del lavoro che Fabrizia Fagnoni, presidente di Confcooperative Pistoia, punta il suo intervento per spronare i firmatari del progetto a "diventare operativi il prima possibile perché i dipendenti hanno bisogno di tutti i vantaggi che questo accordo potrà offrire". La conclusione è di Patrizia Pellegatti, segretaria provinciale della Cisl Pistoia, capofila del progetto Rete Welfare che si è detta soddisfatta "per l'adesione delle tre importanti aziende" ed ha invitato tutti al convegno di stamattina dal titolo "Nuove idee per nuovi leader" che si terrà al Pianeta Melos in via dei Macelli 11.

Infine è Marcello Gozzi con molto pragmatismo a delineare lo stato attuale, «Senza pensare di volerci sostituire al welfare pubblico, non possiamo non fare uno sforzo per cercare strade innovative di supporto al welfare. E’ un percorso tutto nuovo e ben vengano anche altre iniziative simile alle nostre per un percorso riconosciuto dal Governo ma ancora tutto da scrivere. L’esperienza di Pistoia è innovativa e virtuosa. Siamo sulla strada giusta».

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