Il Tirreno

Pistoia

Nuove idee per nuovi leader, la convention della Cisl Pistoia

di Pasquale Petrella
Nuove idee per nuovi leader, la convention della Cisl Pistoia

Il convegno tenutosi nei locali del Pianeta Melos ha rappresentato la fase conclusiva del progetto “Per un valore attivo di genere nella società, nell’impresa e nella famiglia”

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PISTOIA. Le donne devono poter avere maggiori posti di responsabilità nelle aziende e nella società in genere per creare una società più family friendly. Può essere più o meno questo il messaggio scaturito dalla convention conclusiva del progetto "Per un valore attivo di genere nella società, nell'impresa e nella famiglia" organizzato dalla Cisl con la collaborazione del Comune di Pistoia, Confindustria e Confcooperative . Inutile dire che, in alcuni interventi, la figura maschile non ne è uscita molto bene ma, come ha detto la segretaria provinciale Patrizia Pellegatti "finchè noi donne avremo un rapporto materno non solo con i nostri figli ma anche con i nostri mariti, sarà difficile riuscire ad imporre fino in fondo il nostro essere".

 

La convention, svoltasi nei locali del Pianeta Melos ha visto la tavola rotonda con la dottoressa Cristina Bombelli dell'Università di Milano Bicocca che ha parlato di organizzazione del lavoro e ruoli di genere; la scelta delal dirigenza; diventare un/una leader; work life balance. Hanno partecipato varie rappresentanti di aziende aderenti a Confcooperative e Confindustria.

Il progetto, che ieri ha visto trarre le conclusioni, si è articolato su due tipologie di azioni: valorizzazione della figura femminile nelle professionalità; interventi di politiche family friendly.

"Il contesto di crisi, la difficoltà delle imprese di stare sul mercato in termini competitivi, anche dal punto di vista delle risorse umane e della loro professionalità - si legge nel depliant illustrativo dell'iniziativa - vede contemporaneamente una condizione elevata di disoccupazione femminile e una sottoutilizzazione di professionalità qualificate di donne occupate. Tale situazione viene alimentata anche da una condizione del sistema di welfare che non sostiene la conciliazione lavoro-famiglia, di un welfare aziendale e contrattuale, solo sperimentale e sporadicamente realizzato, di una complessa assenza di un ecosistema della conciliazione".

"Esiste una componente femminile qualificata che non riesce a fare emergere le proprie potenzialità - conclude il depliant della Cisl - La scarsa presenza delel donne nelle posizioni apicali porta in sé ripercussioni più generali sulle politiche family friendly".

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