Gioco
Nell’ossario prenotato c’è un altro defunto: ora il Comune dovrà pagare 50mila euro
Pescia, l’ente si è dimenticato di trasmettere la stipula della concessione al costude: il tribunale di Pistoia ha riconosciuto la richiesta di risarcimento danni
PESCIA. Per suo padre defunto aveva stipulato con il Comune di Pescia la concessione di un ossario privato. Ma Palazzo del Vicario quell'atto non lo ha mai trasmesso al custode del cimitero e così i resti di Renzo Bottaini sono finiti nell'ossario comune. Risultato, per questa dimenticanza l'ente è stato condannato dal tribunale di Pistoia a pagare un risarcimento danni di ben 50mila euro.
Tutto inizia il 2 novembre del 2006, quando Mario Bottaini - 57 anni di Pescia - figlio di Renzo, va al cimitero per la celebrazione dei defunti. Qui scopre che la salma di suo padre è già stata esumata a febbraio di quell'anno (tra l'altro in anticipo rispetto ai tempi del regolamento comunale). Bottaini è sicuro che i resti siano comunque depositati nell'ossario prenotato nel giugno del 2003. Il custode controlla la mappa e arriva la sconcertante notizia: le spoglie di suo padre sono state depositate nell'ossario comune. E in quello prenotato? C'è un altro morto. La famiglia Bottaini così va in Comune a chiedere spiegazioni, che - come si legge nella sentenza - di fatto non arrivano. Da qui parte la causa, con tanto di richiesta di risarcimento danni, affidata all'avvocato Alessio Stefanelli.
Di pochi giorni la fa pronuncia del tribunale, che ha dato ragione in pieno a Bottaini. Il giudice, in sostanza, ha riscontrato che il Comune si è dimenticato di trasmettere al custode del cimitero la prenotazione in questione, oltre alle mappe aggiornate degli ossari dati in concessione ai privati. Comune che ora dovrà pagare i 50mila euro di danni richiesti.
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