Toscana
L’accusa dei tetraplegici alla Sds
Monaco: «Negate l’assistenza ma pagate un nuovo direttore»
QUARRATA. Un’ora al giorno, festivi esclusi. È tutto ciò che le istituzioni concedono a Enzo Monaco per sua moglie Paola, tetraplegica dal 29 luglio 2013, quando cadde dal terzo gradino di una scala. Una paralisi di busto e arti, su cui, il 18 settembre scorso, in seguito all’ennesima denuncia di Monaco e del 35enne Gianmichele Gangale (rimasto paralizzato dopo essere stato accoltellato da uno dei rapinatori che fecero irruzione nella sua casa di Buriano), è intervenuta anche la Società della salute: consorzio mai realmente decollato, formato da Asl3 di Pistoia e dai Comuni, che in 4 anni ha avuto di fatto l’unica funzione di distribuire i fondi regionali come quello per la non autosufficienza o quello per la vita indipendente.
Proprio su quest’ultimo progetto (che comunque è all’interno delle risorse per la non autosufficienza) Gangale e Monaco stanno conducendo da mesi la loro battaglia.
La scorsa settimana, dalla Sds hanno comunicato che nessun bando sarà aperto per quest’anno, in quanto «il finanziamento 2014 non ha dato origine a residui che potessero essere ridistribuiti». Una constatazione che di fatto nega ai cittadini come Paola Cialdi il diritto all’assistenza indiretta (cioè all’assunzione di una persona che possa assisterla in maniera continua).
Adesso Monaco vuole vederci chiaro sulle risorse distribuite dalla Società della salute. Chiede agli amministratori di indagare sui conti di questo consorzio e parla di discriminazioni inaccettabili. «I 70mila euro in più rispetto al 2013 erogati dalla Regione per la vita indipendente, dove sono andati a finire? – domanda il marito di Paola – Visto che non abbiamo diritto all’assistenza perché, dicono, i soldi sono finiti, vorrei sapere quanto costa il direttore appena nominato (Daniele Mannelli, ndr) e chiedo agli amministratori comunali se sia il caso di pagare un nuovo direttore, visto che finora l’unica funzione di quello vecchio (Luigi Rossi, in carica da maggio 2011 fino alle dimissioni nell’ aprile 2013, con un compenso di 100.399 euro lordi più retribuzione di risultato, ndr) è stata quella di fare due delibere per distribuire i soldi regionali.
«Su di noi si sta compiendo una vera discriminazione. Siete convinti – chiede Monaco al sindaco di Quarrata, alla giunta e ai consiglieri – che a queste persone non spetti l’assistenza? E siete sicuri che negandogliela non incorrerete in spese maggiori?». Monaco continuerà la sua battaglia per vie legali. Intanto lunedì sera il caso dei tetraplegici gravi lasciati senza assistenza verrà portato in consiglio comunale con una mozione del gruppo “Insieme per Quarrata”.(b.f.)
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