Il Tirreno

Pistoia

Giostra, sì allo stop di un anno nella maggioranza 6 non votano

Acque agitate in consiglio comunale: 5 consiglieri Pd più Betti (Progetto Toscana) se ne vanno prima dell’alzata di mano. Ciriello contesta la gestione del suo gruppo. Diviso anche il Pdl

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Con 17 voti favorevoli su 22 votanti lunedì sera il consiglio comunale ha approvato la mozione firmata da Giovannelli (Pd) e Billero (Rifondazione) che disponeva la sospensione per il 2015 della Giostra dell’Orso e l'avvio di una vasta riflessione sul futuro della competizione che caratterizza il Luglio pistoiese, in vista di una possibile ripresa, nel 2016, con sufficienti garanzie di sicurezza, dopo la tragica edizione del luglio scorso (due cavalli abbattuti). Una proposta che rieccheggiava quella formulata, a poche ore dalla tragica corsa del 25 luglio scorso, dallo stesso sindaco Samuele Bertinelli. Il prossimo anno, quindi, servirà allo stesso consiglio comunale per aprire un confronto con tutta la città e in particolare con i soggetti più direttamente coinvolti (rioni, comitato organizzatore, Coni, ma non solo) in modo da ridisegnare radicalmente il volto della Giostra, decidendo se mantenere o no la presenza dei cavalli, l'aspetto di gara di abilità e velocità e così via. Non ci sono al momento soluzioni predeterminate, salvo un punto: mettere l'esigenza della sicurezza (di animali e persone) al primo posto.

Il dibattito è stato caratterizzato da una notevole dose di trasversalità, che ha interessato particolarmente i gruppi più grandi. Il Pdl si è spaccato in due, con la capogruppo Annamaria Celesti e Margherita Semplici favorevoli alla mozione, i consiglieri Capecchi, Tomasi, Sabella e Gallacci contrari. Capecchi ha spiegato il suo "no" con la mancanza, a tutt'oggi, di elementi fondamentali per valutare correttamente gli eventi del 25 luglio, a partire dall'esito delle autopsie dei cavalli abbattuti.

Ma soprattutto è stata forte la rottura nel gruppo Pd, che ha visto il voto difforme sugli emendamenti di 5 consiglieri (Ciriello, Breschi, Gonfiantini, Colombo e Del Maestro) su 15. Ciriello ha spiegato di non condividere la necessità dello stop per un anno intero e che il consiglio comunale avrebbe potuto decidere entro pochi mesi. Ha anche contestato la gestione del gruppo consiliare, con un documento "presentato all'ultimo minuto, prendere o lasciare". I cinque consiglieri poi, al momento del voto finale, sono risultati assenti (insieme ad Andrea Betti di Progetto Toscana, anche lui consigliere di maggioranza); e la contemporanea uscita dall'aula dei gruppi di opposizione ha fatto inizialmente mancare il numero legale. Dopo la rituale interruzione, il consiglio è ripreso con il rientro di (quasi) tutti i consiglieri di minoranza e alla fine l'assemblea di Palazzo di Giano ha potuto votare approvando la mozione per lo stop alla Giostra.

Insomma, la maggioranza ha visto premiata la sua linea su un tema di forte impatto come il futuro della Giostra. Ma – soprattutto nel gruppo Pd – cresce il disagio di un nutrito gruppo di consiglieri (a torto o a ragione identificati come “renziani”) per la vita interna del gruppo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web